Aggiornato al 03/12/2020 - 13:25
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Giornata internazionale disabilità, il Vescovo di Noto: “Subito risposte”

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Si celebra oggi la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità. E il vescovo di Noto, Antonio Staglianò, interpella le istituzioni e le comunità “perché si diano risposte pronte e adeguate. L’impegno della Chiesa netina, peraltro, ha già dato luogo nel tempo a tanti segni, non solo di attenzione, ma anche di protagonismo e di inclusione dei diversamente abili. Dobbiamo ritrovare lucidità, lungimiranza, cuore, e sempre partire dai più deboli – scrive il Presule – per custodire quel bene comune che ci qualifica come uomini e come cristiani. In questi giorni in cui ci prepariamo al Natale, in cui inutilmente si discute dell’orario della Messa di mezzanotte, siamo chiamati a ritrovare, nella povertà come apertura all’altro, la spinta e la capacità di rinnovare il grande miracolo dell’amore, che ha come primo gradino la giustizia e diventa efficace se l’impegno è corale”.

Gli fa eco Salvo Sorbello, presidente del Forum delle Famiglie “Ci ricordiamo dei disabili solo in occasioni particolari e pensiamo di cavarcela con un po’ di comprensione o con le solite parole di circostanza e invece la persona con disabilità vuole giustamente fare la propria vita in autonomia, senza accettare condizioni di subalternità”.

Qualche numero, i disabili secondo l’Istat sono più di tre milioni in Italia e circa 20mila in provincia di Siracusa. E sono in costante aumento: secondo i dati di Osservasalute, tra dieci anni ci saranno 6,3 milioni di anziani non autonomi e circa 40mila qui da noi. “Ed è incredibile – ancora Sorbello –  che nessuno si chieda come potranno essere assistite tutte queste persone, chi si occuperà di loro. Serve cambiare sguardo sulla disabilità, con la speranza che questa pandemia ci abbia insegnato che siamo tutti spaventosamente fragili e che sarebbe davvero ignobile prendersela con chi è più indifeso di noi”.

Sull’argomento interviene anche l’Ugl Siracusa: “Se non vogliamo alimentare anche la pandemia della povertà, di cui cominciano ad evidenziarsi gli effetti nefasti, è doveroso dare urgenti e concrete risposte al grido di dolore che proviene dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie. A loro è necessario offrire non elemosine, come avvenuto finora, ma adeguati supporti economici e principalmente servizi per consentire di superare le gravi difficoltà del momento. Istituzioni, associazioni, sindacati, tutti devono contribuire alla costruzione di utili sinergie e concorrere ad elaborare concreti indirizzi che tengano nella dovuta considerazione le specifiche esigenze economiche, assistenziali e di protezione delle persone con disabilità, delle loro famiglie e degli operatori impegnati nelle strutture socio-sanitarie.

 

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