L’Osservatorio Civico lancia l’allarme: solo 665 nati in città nel 2024, saldo naturale provinciale a -2000. Appello ai Comuni per gli asili nido
Un record drammaticamente negativo che suona come un campanello d’allarme per il futuro del territorio. L’Osservatorio Civico, per voce del suo presidente Salvo Sorbello, denuncia il crollo delle nascite a Siracusa e provincia, parlando di un “inverno demografico” che ha raggiunto “dimensioni da allarme rosso, con impatti ormai evidenti anche per l’economia e il welfare”.
I dati sono impietosi: nel comune capoluogo, lo scorso anno, sono venuti al mondo soltanto 665 bambini (336 maschi e 329 femmine), un numero che segna un minimo storico. Anche la popolazione complessiva della città continua a diminuire. A livello provinciale la situazione non è migliore: la popolazione scende ancora, attestandosi a 382.690 persone (in calo rispetto alle 404 mila di pochi anni fa). Nel 2024, in tutta la provincia, si sono registrati 2.460 nati a fronte di 4.424 decessi, con un saldo naturale negativo di quasi 2.000 unità.
“Mettere al mondo un figlio oggi è una scelta che non ha nulla di scontato”, rileva Salvo Sorbello. Pur riconoscendo le cause oggettive come l’incertezza economica giovanile, la mancanza di servizi e le difficoltà per le madri lavoratrici, Sorbello ritiene che ciò non spieghi completamente la drammaticità del fenomeno.
Il punto cruciale, secondo l’Osservatorio Civico, è la libertà di scelta negata a chi desidera figli: “Fare un figlio deve sempre essere una libertà, non certo un obbligo. Ma rendiamoci conto che questa libertà porta benefici a tutti”, precisa Sorbello. “Oggi invece, anche nella nostra realtà locale, chi i figli non li vuole è libero di non farli — e ci mancherebbe! — mentre chi i figli li vuole non è libero di farli, perché fare un figlio è la seconda causa di povertà, dopo la perdita del lavoro”.
Questa difficoltà è aggravata dalla fragilità economica locale. Sorbello ricorda come la provincia di Siracusa sia all’ultimo posto in Italia per propensione al risparmio delle famiglie (solo il 4,6% del reddito), un dato che evidenzia l’affanno nel costruire un futuro. La crisi del petrolchimico, la mancanza di investimenti strategici e la continua “esportazione di cervelli” aggravano il quadro, con il rischio concreto, paventato da Sorbello, di “trasformarci in una terra di turismo e pensionati“.
Cosa fare? Se è vero che politiche di conciliazione vita-lavoro, occupazione stabile e sostegni economici aiutano, un passo concreto e immediato può essere fatto sul fronte dei servizi all’infanzia. Per questo, Sorbello lancia un appello ai Comuni della provincia: “È importante – conclude – che i nostri Comuni partecipino al bando che scadrà giovedì prossimo (3 Aprile 2025, ndr), per la costruzione di nuovi asili nido o la riconversione di edifici pubblici non già destinati ad asili nido”. Un tassello fondamentale per supportare le famiglie e provare a invertire una tendenza demografica che minaccia il futuro del territorio siracusano.







