Aggiornato al 03/10/2025 - 07:22
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Ordine dei Medici di Siracusa: “Chiari nella difesa della vita e della dignità a Gaza”

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Il presidente Anselmo Madeddu richiama il dovere etico della professione medica e ribadisce l’appello per aiuti umanitari, a poche ore dal flash-mob davanti all’Umberto I

È arrivato ieri sera l’intervento dell’Ordine dei Medici di Siracusa sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Il presidente Anselmo Madeddu ha diffuso una nota nella quale richiama la missione universale della professione medica: “La mission di un medico non ha colori politici… ma solo quelli dell’Umanità e della Solidarietà”.

L’occasione è stata il flash-mob per la pace organizzato dalla Cgil di Siracusa davanti all’ospedale Umberto I, svoltosi poche ore fa, come anticipazione dello sciopero e della manifestazione previsti per oggi, 3 ottobre. Invitato a intervenire, Madeddu ha sottolineato che i medici, di fronte alla sofferenza, “sventolano la bandiera universale dell’Umanità”, richiamando il giuramento di Ippocrate e il ruolo del camice bianco come simbolo di cura, neutralità e pace.

Il presidente ha ricordato inoltre il comunicato diffuso lo scorso maggio dalla FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, dopo il bombardamento all’ospedale europeo di Khan Yunis, che provocò vittime tra operatori sanitari e pazienti. In quella circostanza, la Federazione condannò gli attacchi agli ospedali come violazioni delle convenzioni internazionali, richiamando in particolare l’articolo 18 della IV Convenzione di Ginevra, che impone la protezione delle strutture sanitarie in tempo di guerra.

Riprendendo quelle parole, Madeddu ha posto l’accento sul blocco degli aiuti umanitari e sulla necessità di garantire cibo e medicinali alla popolazione di Gaza: “Ci auguriamo che queste pacifiche missioni umanitarie possano raggiungere Gaza e dare sollievo alla popolazione, che ha pieno diritto ad essere adeguatamente assistita”.

Il presidente ha concluso sottolineando che nessuno può rimanere indifferente, a partire da chi ha scelto la professione medica, chiamata a difendere la salute soprattutto delle persone più fragili.

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