“Il Sindaco o chi per lui dovranno dare adeguate risposte, evitando di praticare l’esercizio dello scaricabarile”
“Sgombriamo il campo da ogni equivoco: il parcheggio realizzato di fianco alla Palestra comunale “Pino Corso”, nel ronco a via Damone, è di fondamentale importanza per la vivibilità di quell’area. Sulle fattezze dell’opera e sul materiale utilizzato per la sua realizzazione, mattonelle rompi piedi e semplice terra che si trasforma in fango sparso ovunque ad ogni pioggerellina, stendiamo un velo pietoso, ma l’opera in se’ rappresenta una delle poche cose sensate di questa Amministrazione comunale, perché soddisfa un interesse collettivo. Di abusivo ed inquinante vi era, dapprima, il caos quotidiano per le innumerevoli auto in sosta vietata, ad opera dei frequentatori della Palestra, che spesso impedivano ai numerosi residenti, compreso chi scrive, di raggiungere le proprie dimore, tanta era la confusione di auto e mezzi. E senza che mai, a tal proposito, si sia levata una voce di consiglieri comunali a denunciare quel pandemonio. Un luogo, la suddetta Palestra, dove, con cadenza quasi quotidiana, da mattina a sera, si svolgono gare, manifestazioni agonistiche ed eventi, con relativa cagnara e baraonda, che, in tempi normali, si sarebbero tenuti al Pala Lo Bello, se non fosse da anni inagibile. Il Parcheggio realizzato è servito, nel frattempo, a dare un minimo di ordine, decoro e vivibilità all’intera zona, soddisfacendo perciò le aspettative di residenti e commercianti. Ora, però, a parcheggio ultimato da parecchi mesi, dopo oltre due anni di lavori, apprendiamo dal bravo Ferdinando Messina che l’opera, in realtà, potrebbe essere abusiva ed inquinante perché realizzata in un area originariamente destinata a verde pubblico e non a parcheggio. E allora che facciamo, ripristiniamo lo stato dei luoghi, chiudiamo la benemerita nuova area di sosta, peraltro alberata, e la destiniamo a verde pubblico, ma, soprattutto, torniamo a rendere invivibile tutta la zona? L’intuizione da Sherlock Holmes del Consigliere comunale ha tuttavia l’innegabile merito di eventualmente aver sollevato il mantello ipocrita di finto ambientalismo di cui si ammantano Sindaco e Giunta che, se del caso, non avrebbero esitato a compiere un’opera abusiva, seppur rivolta all’interesse collettivo. Apriti cielo se a compiere il malfatto fossero stati quei cementificatori e palazzinari del centro destra: denunce, articoli di giornale, sedute straordinarie del Consiglio comunale e chi più ne ha più ne metta. Una bella questione di diritto, quindi, quella sollevata dal caro Sherlock/Ferdinando, non certo con l’intenzione di smantellare tutto per assecondare, magari, un desiderio del dr. Watson… In ogni caso, alla rivelazione o al presunto “colpaccio” realizzato dal diligente Consigliere comunale, il Sindaco o chi per lui dovranno dare adeguate risposte, evitando di praticare l’esercizio dello scaricabarile, che di questi tempi sembra essere lo sport preferito dal Primo cittadino: non avevano previsto o compreso, non si sa bene chi o quale ufficio, l’impatto deleterio, anche minimo, delle acque meteoriche sul Parcheggio suddetto e sulle vie Tisia e Pitia, da poco consegnate alla collettività fra trilli di tromba e suoni di tamburi, per finire in questi giorni a fischi e soffioni d’aria, tra labbra serrate e lingua interposta.” Bruno Alicata






