Posticipare l’apertura delle scuole. La proposta arriva da più parti e si basa sui numeri relativi ai contagi e alle vittime di Covid delle ultime settimane. L’ultimo suggerimento di posticipare le aperture delle scuole è arrivato stamane anche dal direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia
“Dobbiamo approfittare di questi giorni per poter mettere in atto azioni per aprire con maggior sicurezza le scuole. Oltre al potenziamento dei trasporti e alla sicurezza degli spazi comuni – afferma Vaia – oggi potrebbe significare poter vaccinare il personale scolastico sia docente che non docente per creare un ambiente il più possibile immune”.
Il numero dei decessi per Covid ha superato i 18mila, mai così tanti dall’inizio dell’emergenza sanitaria. A novembre si era raggiunto il picco di oltre 17mila ma il dato peggiore è arrivato solo nell’ultimo mese dell’anno.
Mille vittime al giorno per infezione da Sars-CoV-2, sono numeri che danno la dimensione di quanto stia davvero accadendo in Italia ma anche in altri paesi dell’europei come Germania e Inghilterra che a pari numero di decessi ha già posticipato la riapertura delle scuole. All’interno del sistema scolastico i protocolli adottati sono rigorosi ma potrebbero non bastare.
Di queste vittime, buona parte lombarde, la regione più colpita per numero di contagi e per decessi. In Sicilia il numero dei decessi è di 2.468, dato meno allarmante ma pur sempre gravissimo.
Numeri che potrebbero compromettere l’ ipotesi di cambi di colore per le zone in Italia, sostenuta da molti presidenti di regione ma non certamente sostenuta dai numeri. Argomento quanto mai imminente vista la scadenza del decreto Natale
Per far tornare gli studenti in aula “sarebbe prudente attendere almeno la seconda metà di gennaio per vedere gli esiti delle misure di questo periodo – avverte infine Francesco Vaia – ritengo che questi tempi debbano essere comunque di attesa vigile”.






