La segretaria cittadina Matilde Di Giovanni chiede una svolta strategica nella gestione ambientale: “I cittadini si lamentano dell’erba alta, serve un ufficio strutturato e non un solo agronomo”
Il Partito Democratico di Siracusa, attraverso l’intervento della segretaria cittadina Matilde Di Giovanni, solleva una profonda riflessione sulla gestione e sulla pianificazione delle aree naturali urbane, ponendo un interrogativo emblematico sui motivi per cui il verde pubblico a Siracusa sia attualmente ridotto, per circa il novanta per cento, a semplici aiuole nelle rotatorie o a ristretti spazi spartitraffico.
La segretaria dem evidenzia come, a distanza di oltre un decennio dall’emanazione della legge nazionale dieci del duemilatredici per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, e nonostante le successive linee guida e la Strategia nazionale del duemiladiciotto, a Siracusa manchi ancora un’applicazione sostanziale e non meramente formale di questi strumenti. Anche qualora esistessero parzialmente mappature o regolamenti, il vero nodo irrisolto risiede nell’assenza di una visione d’insieme. Il verde urbano deve essere programmato come un servizio essenziale per la salute dei residenti e come un’infrastruttura cruciale per contrastare in modo efficace gli effetti dell’isola di calore e della crisi climatica in corso, e non solo come un semplice abbellimento estetico.
Per invertire questa tendenza al degrado, il Partito Democratico individua precise carenze strutturali nella macchina amministrativa di Palazzo Vermexio. Oltre a una pianificazione integrata con il nuovo piano regolatore generale, occorre ripensare da zero il settore della gestione e del controllo. La proposta prevede la nomina urgente di un Direttore dell’esecuzione del contratto (D.E.C.) che verifichi quotidianamente la corretta esecuzione delle opere di giardinaggio affidate alle ditte esterne. Inoltre, viene giudicata del tutto insufficiente la presenza di un solo agronomo all’interno dell’organico comunale, invocando la nascita di un ufficio del verde pubblico strutturato e dotato di adeguate competenze tecniche.
Un altro passaggio chiave riguarda l’assetto urbanistico delle zone di nuova espansione. Il PD chiede che le aree naturali vengano considerate una componente essenziale e vincolante degli oneri di urbanizzazione, ovvero zone da realizzare obbligatoriamente prima di poter costruire. Questo servirebbe a evitare l’attuale modello urbanistico siracusano, che lascia dopo le edificazioni soltanto piccoli residui di terreno privato incolto, destinati a trasformarsi in distese di sterpaglie ciclicamente soggette a incendi estivi e impossibili da gestire per la collettività.
La scelta delle essenze da piantare, la valutazione del suolo e lo studio del microclima non possono essere delegati ai vivaisti fornitori delle piante, ma richiedono competenze interne all’ente per evitare inutili sprechi di denaro pubblico e la successiva morte precoce degli alberi messi a dimora.
«Il Partito Democratico chiede di prestare ascolto ai comuni cittadini, i quali, mentre domandano la pulizia dei bordi stradali e si lamentano delle distese di erba secca alta più di un metro, hanno ben chiaro il problema – spiega la segretaria del PD siracusano, l’avvocato Matilde Di Giovanni –. La cronica mancanza di manutenzione scaturisce dal non voler affrontare la questione nella sua interezza. I vari ambiti che interessano il tema, da quello urbanistico a quello ambientale e amministrativo, debbono finalmente interagire fra loro con urgenza».







