Siracusa, il pericolo sociale di una bomba carta fatta esplodere alle 21.45

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Non esiste un’ora perfetta per fare un attentato dinamitardo, questo è ovvio, anche perché nessuno dovrebbe mai farne uno. Ma se qualcuno decide di far esplodere alle 21.45, in zona residenziale centralissima, una potente bomba carta nei pressi di un portone di un condominio, sventrandolo e creando danni per migliaia di euro, senza dimenticare la paura per tutti i residenti della zona, allora qualcosa di strano e di perverso deve esserci.

Le indagini sono in corso, anche perché proprio quella strada, via Pietro Novelli, non è purtroppo nuova a simili escalation, ma è già possibile immaginare che alla base di questo gesto ci sia un profondo menefreghismo, se non addirittura disprezzo, per la vita umana e non già soltanto per gli oggetti che si è voluto danneggiare.

Perché alle 21.45 chiunque può scendere a portar fuori la propria frazione di umido da ritirare il giorno dopo, visto che era un martedì, oppure potrebbe trovarsi fuori a passeggio con il cane, per prendere aria o per i bisognini fisiologici. O semplicemente, per fare quattro passi e sgranchirsi le gambe.

Chiunque decida deliberatamente di piazzare un ordigno del genere a quell’ora, o è talmente ignorante da non considerare le possibili conseguenze verso persone innocenti, oppure ne è pienamente consapevole e soddisfatto, definizione quest’ultima che si addice più al terrorismo che all’intimidazione.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte ad individui pericolosi per la società, a persone che ignorano lo stato sociale e sono compiaciuti nel viverne ai margini, non temendo nulla perché pensano di restare impuniti.

Ed è su questo punto che forze dell’ordine e Magistratura devono necessariamente dare un segnale forte, affinché nessuno possa sentirsi invincibile. Lo Stato c’è e deve mostrare la sua presenza con il necessario vigore, nel pieno rispetto delle regole ma senza il minimo tentennamento.

Mentre il dibattito pubblico si incentra su fatue dichiarazioni di famiglie finlandesi che non si sono trovate bene in una scuola di Siracusa e per questo additano l’intero sistema nazionale, la nostra città rischia una deriva criminale che non merita e a cui la stessa società civile deve ribellarsi, se necessario anche tornando in piazza per la legalità e per i diritti.

Sarebbe bello che questa nuova spinta civica partisse proprio da quelle scuole ingiustamente messe alla gogna in queste ore, a dimostrazione che oltre ai leoni da tastiera e ai feroci commenti social ci sono insegnanti e dirigenti capaci e con una visione per il futuro dei nostri ragazzi.

 

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