In occasione della 13esima edizione della giornata nazionale “Legalità, ci piace!”, Confcommercio ha incontrato i vertici di Antiracket e Antiusura e presentato i nuovi dati sulla diffusione dei fenomeni criminali
Tredici edizioni, un messaggio che non cambia: il rispetto delle regole non è un optional ma la condizione necessaria per fare impresa, lavorare e vivere le città. La giornata nazionale “Legalità, ci piace!” di Confcommercio ha trovato a Siracusa un’edizione segnata dall’incontro con chi quella battaglia la combatte da anni sul territorio. Stamane la confederazione ha ricevuto Anna Augello, presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Salvatore Raiti, insieme al presidente onorario Antonio Maiorca, figura di riferimento storico nella lotta alla criminalità nel Siracusano, e a Paolo Caligiore, coordinatore provinciale FAI di Siracusa.
I numeri elaborati quest’anno da Format Research per Confcommercio restituiscono un quadro che, pur registrando un lieve miglioramento rispetto alla media nazionale, rimane preoccupante per le imprese del Sud e delle Isole. La contraffazione e l’abusivismo continuano a produrre effetti concreti e misurabili: il 61 per cento delle imprese segnala come conseguenza principale la concorrenza sleale, mentre il 18 per cento denuncia una riduzione diretta dei ricavi. Non è solo una questione di fatturato. Chi opera nell’illegalità sostiene costi di produzione e gestione inferiori, ottenendo vantaggi competitivi che penalizzano chi invece rispetta le leggi e paga tasse e contributi. A questo si aggiunge il peso degli investimenti in sicurezza che le imprese sono costrette a sostenere per proteggersi in contesti urbani sempre più vulnerabili: l’85 per cento delle aziende del Sud e delle Isole ha investito negli ultimi anni in sistemi di videosorveglianza e protezione privata, un dato di poco inferiore alla media italiana dell’87,3 per cento.
Il quadro si completa con i settori a maggiore rischio per la salute pubblica — cosmetico, farmaceutico, alimentare, automobilistico e giocattoli — dove le merci contraffatte rappresentano una minaccia diretta ai consumatori. I circuiti illegali alimentano anche il lavoro nero, che sfrutta soggetti fragili senza alcuna copertura assicurativa e contributiva, aggravando l’evasione fiscale a danno dell’intero sistema economico. Secondo i dati presentati, le forze dell’ordine sono percepite come il principale punto di riferimento per gli imprenditori minacciati dalla criminalità, con il 64,5 per cento delle preferenze, seguite dalle organizzazioni antiusura al 46 per cento e dalle associazioni di categoria al 34,8 per cento.











