Aggiornato al 07/08/2025 - 15:53
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Siracusa, Sisma 90, Scerra e Nicita sollecitano il governo su rimborsi dopo 35 anni di attesa

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I parlamentari M5S e Pd tornano a chiedere giustizia per migliaia di siciliani ancora in attesa dei rimborsi post-terremoto

I parlamentari dell’opposizione riaccendono i riflettori su una delle pagine più controverse della ricostruzione post-sisma in Sicilia orientale. Filippo Scerra del Movimento 5 Stelle e Antonio Nicita del Partito Democratico tornano a sollecitare il governo sui rimborsi tributari ancora negati a migliaia di cittadini colpiti dal terremoto del 1990.

La questione ruota attorno al diritto al rimborso delle imposte pagate dai contribuenti che hanno subito danni dal sisma del 13 dicembre 1990, che devastò gran parte della provincia di Siracusa e Catania. Una vicenda che si trascina da oltre tre decenni, caratterizzata da cavilli burocratici e interpretazioni normative che hanno escluso molti aventi diritto dai benefici previsti dalla legge.

I due parlamentari respingono le polemiche sollevate dal deputato di maggioranza Cannata, preferendo concentrare l’attenzione sui risultati concreti. “Non intendiamo entrare in polemiche sterili che non servono ai cittadini in attesa di risposte”, dichiarano in una nota congiunta, sottolineando come la loro preoccupazione sia rivolta all’effettiva volontà del governo di riconoscere i rimborsi a tutti gli aventi diritto.

Il nodo centrale della questione riguarda coloro che non hanno presentato istanza nei termini originariamente previsti. Molti cittadini, infatti, non riuscirono a completare le procedure nei tempi stabiliti per ragioni diverse: mancanza di informazioni adeguate, difficoltà burocratiche o semplice impossibilità materiale di accedere agli uffici competenti nel periodo immediatamente successivo al sisma.

Il tavolo tecnico istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze rappresenta attualmente l’unica speranza per migliaia di famiglie. Scerra e Nicita hanno ottenuto la proroga di questo strumento attraverso specifici emendamenti, con l’obiettivo di estendere il diritto al rimborso anche a chi non riuscì a presentare domanda nei termini originari.

La storia dei rimborsi del Sisma 90 testimonia le difficoltà strutturali del sistema amministrativo italiano nell’affrontare le emergenze e le loro conseguenze a lungo termine. Per oltre tre decenni, la questione è rimasta sostanzialmente ferma, con migliaia di cittadini che hanno continuato a rivendicare un diritto riconosciuto dalla legge ma negato nella pratica.

L’iniziativa parlamentare di Scerra e Nicita si inserisce in un percorso iniziato durante il governo Conte, quando per la prima volta dopo anni si cominciarono a stanziare risorse concrete per affrontare la questione. I due parlamentari rivendicano il ruolo svolto dalle loro forze politiche nel riportare all’attenzione nazionale una vicenda che rischiava di rimanere definitivamente sepolta negli archivi burocratici.

La complessità della materia ha reso necessario un approccio tecnico approfondito. Il tavolo al MEF deve infatti esaminare migliaia di posizioni, verificando caso per caso la legittimità delle richieste di rimborso e individuando le modalità operative per l’erogazione delle somme dovute.

I tempi di lavorazione rimangono tuttavia incerti. Nonostante gli annunci della fine dello scorso anno sull’imminente erogazione dei primi rimborsi, molti cittadini continuano ad attendere risposte concrete. La macchina amministrativa procede lentamente, appesantita dalla necessità di verifiche approfondite su pratiche vecchie di decenni.

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