L’associazione Stonewall plaude alla scelta dell’Ortigia Film Festival di dare valore alle differenze attraverso il film Stranizza D’amuri di Beppe Fiorello
La cultura della difesa dei diritti civili nasceva in Italia da una fatto di sangue che ha segnato per sempre le coscienze della comunità LGBTQI+ nel nostro Paese, l’omicidio di Giarre. La morte di Luca e Toni i due giovani omossessuali, la cui relazione finì nel sangue con un duplice omicidio, ancora oggi avvolto nel mistero, diede il la alla nascita a Palermo del primo circolo Arcigay d’Italia. Fu un contributo fondamentale per lo sviluppo di una coscienza delle differenze e per il conseguente avanzamento delle battaglie per il riconoscimento dei diritti civili che il movimento LGBTQI+ italiano ha compiuto non senza difficoltà in questi ultimi decenni. Grazie alla ricostruzione romanzata di Beppe Fiorello e una produzione cinematografica internazionale, che ha portato la storia dei due sfortunati giovani in giro per il mondo, si è tornati a puntare l’attenzione sulle discriminazioni e gli atti di bullismo che migliaia di giovani gay, lesbiche e transgender subiscono nel corso della propria vita, a partire dalla più tenera età. “Una scelta per nulla scontata, quella del regista siciliano Beppe Fiorello, – dichiara il presidente di Stonewall Alessandro Bottaro – che vogliamo ringraziare per aver voluto con la sua opera d’esordio puntare i riflettori su un tema di bruciante attualità, in un momento nel quale, anche a causa del clima politico che si respira, la lotta per la difesa dei diritti civili sembra davvero subire un pesante arretramento. Un plauso, – ha continuato Bottaro – che sentiamo di fare col cuore anche alle autrici di OFF, Lisa Romano e Paola Poli e a tutta l’organizzazione dell’Ortigia Film Festival per aver scelto di valorizzare e premiare nell’edizione odierna l’opera prima di Beppe Fiorello ed il suo importante messaggio. Oggi più che mai, – ha concluso Alessandro Bottaro – la messa in dubbio di importanti strumenti normativi come la legge 194 e la mancata approvazione del DDL Zan ci inducono a concentrare ancora di più i nostri sforzi …affinché ogni ambito della società civile, dalle forze produttive al terzo settore, dai rappresentanti dell’arte e del mondo dello spettacolo ai mezzi di comunicazione, si mobiliti per l’annullamento delle disparità di trattamento basate sul genere, sull’orientamento e sull’identità affettivo-sessuale delle persone”.
“Stranizza d’amuri”di Giuseppe Fiorello aprirà la XV edizione di Ortigia Film Festival











