Aggiornato al 22/04/2026 - 14:47
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Siracusa, Ztl Umbertina, “Insieme” all’assessore Pantano: “nessun confronto con le categorie”

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I consiglieri Scimonelli, Rabbito e Vaccaro replicano all’assessore alla Mobilità dopo la discussione in commissione, contestando l’assenza di qualsiasi interlocuzione con le categorie economiche

La polemica sulla ZTL Umbertina non si chiude con la replica dell’assessore Pantano. I consiglieri Ivan Scimonelli, Daniela Vaccaro e Ciccio Vaccaro tornano sulla vicenda con una nota che ricostruisce punto per punto quanto emerso in sede di commissione, e il quadro che ne viene fuori è distante dalla versione raccontata dall’amministrazione.

Il nodo centrale, secondo i tre consiglieri, non riguarda la volontà di bloccare ogni intervento sulla mobilità urbana, ma il metodo con cui questo piano è stato costruito e il merito di alcune scelte specifiche. In commissione, l’assessore avrebbe chiarito senza margini di ambiguità che non c’è stata alcuna interlocuzione con le confederazioni di categoria, con le realtà commerciali del territorio né con le forze politiche. Anzi, avrebbe rivendicato che la giunta non è tenuta a farlo e che occorre “andare dritto”. Una postura, scrivono i consiglieri, che contraddice ogni richiamo al confronto aperto.

Sul merito del provvedimento, la critica si concentra sulla fascia oraria prevista per l’accesso alla zona: dalle 7 alle 17, senza possibilità di sosta. Per chi gestisce una ferramenta, un panificio, una cartoleria o un’officina, questo significa operare in un contesto in cui clienti e fornitori sono scoraggiati o impossibilitati a raggiungere il punto vendita nella seconda parte della giornata. Non una riorganizzazione della mobilità, secondo i firmatari, ma una pressione silenziosa che svuota le attività dall’interno.

A rendere il confronto ancora più aspro è stato un passaggio avvenuto direttamente in commissione: di fronte all’esempio concreto di una ferramenta, uno dei redattori del piano avrebbe detto, senza apparente imbarazzo, che quello spazio potrebbe essere occupato da un negozio Prada. Per i consiglieri, quella frase non è un’uscita infelice ma un indizio di come sia stata impostata la visione complessiva del piano: sostituire il commercio di vicinato esistente con attività di altro tipo, senza preoccuparsi degli effetti sul tessuto economico e sociale del quartiere.

La minoranza non si dice contraria a qualsiasi forma di regolamentazione del traffico nel centro storico. Chiede però una fase di transizione, correttivi graduali, un monitoraggio degli effetti reali e una revisione degli orari che li renda compatibili con i tempi effettivi del commercio. Chiede, in sostanza, che un intervento di questa portata venga governato e non semplicemente calato dall’alto.

Il riferimento dell’assessore a via Tisia e via Pitia come esempi virtuosi viene respinto: in quelle aree, sottolineano i consiglieri, non vigono regole paragonabili a quelle previste per la zona Umbertina, e il paragone serve quindi a costruire una narrazione che non regge a un’analisi puntuale.

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