Continua lo scontro tra il sindaco e il comitato Ortigia Resistente, al centro dell’attenzione il dibattito sui dati: “Mancano i dati sui flussi e la partecipazione. Dal 2017 persi 400 stalli per i residenti”
Riceviamo e pubblichiamo una dura e dettagliata nota del comitato guidato dal portavoce Davide Biondini, sul tema del piano della sosta, in risposta alle dichiarazioni che il Sindaco Francesco Italia ha rilasciato questa mattina in diretta radiofonica.
“Dalle ulteriori dichiarazioni del Sindaco Italia emerge una certezza granitica e rassicurante: tutto è scientifico, tutto è inevitabile, tutto è imposto da altri. E, dettaglio non secondario, tutto è sottratto alla discussione, al confronto, all’ascolto. Un modello di amministrazione autoreferenziale in cui le finalità sono nobili, i mezzi irrilevanti, le procedure opzionali.
Il Piano della Sosta viene raccontato come il prodotto di studi autorevoli e modelli scientifici. Benissimo. Peccato che i dati di flusso, i calcoli sulla domanda reale di sosta e le simulazioni – richiesti più volte dal Comitato via PEC – risultino da mesi “in corso di elaborazione” presso il settore Mobilità e Trasporti.
Un curioso metodo scientifico: le decisioni sono definitive, i numeri invece restano riservati, sottratti all’analisi dei cittadini.
Secondo il Sindaco, ridurre le emissioni da traffico non è un’opinione ma un obbligo comunitario. Vero. Quello che invece non dice, e che continua colpevolmente a ignorare, è il metodo, il confronto, l’ascolto lo scambio con i cittadini. Il DM 397/2017 stabilisce le linee guida nazionali per la redazione e l’approvazione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS). I Principi sono: gradualità, sperimentazione, alternative reali, infrastrutture di supporto e il necessario ed imprescindibile coinvolgimento dei cittadini come attori primari del cambiamento auspicato durante tutte le fasi di progettazione, realizzazione, attuazione e monitoraggio del piano.
Qui invece si è scelto un approccio più sbrigativo: prima si rende la sosta difficile e onerosa, poi si spiega che era inevitabile. Le amministrazioni virtuose costruiscono le soluzioni e accompagnano il cambiamento; questa amministrazione sembra preferire l’effetto sorpresa.
Ancora più istruttivo è il ritratto che il Sindaco continua a fare dei cittadini: facilmente manipolabili, incapaci di comprendere atti e documenti, bisognosi di tutela tra di loro. In questo schema, i comitati civici diventano un problema perché fanno esattamente ciò che una democrazia sana dovrebbe incoraggiare: leggono gli atti, li spiegano e chiedono conto delle scelte. La partecipazione è ammessa, a quanto pare, solo nella forma dell’applauso.
Il Sindaco definisce infine “ignobile” la raccolta firme, sostenendo che si basi su un assunto falso e che siano perfino illegali. Curiosamente, non indica mai quale sarebbe questo assunto né perché vi sarebbe illegalità, né dove il Comitato Ortigia cittadinanza resistente abbia mai sostenuto che tutta la sosta in città sarebbe stata messa a pagamento. Invece di circostanziare e definire gli ambiti del suo “ragionare” preferisce lanciare anatemi, vituperare l’impegno civico, fare esempi fantasiosi e dare allarmi sui “dati personali”, confondendo un codice fiscale con un dato sensibile.
Arriviamo ai parcheggi destinati ai residenti di Ortigia, citati come “evidenza” incontestabile di rivendicazione senza costrutto, fatta da persone che fanno solo polemica, da ingrati. Qui la verità andrebbe detta nel suo complesso, non a pezzi, come conviene.
Gli atti ufficiali raccontano questo:
• Ordinanza n. 337 del 29 maggio 2024: eliminazione di circa 26 stalli tra Lungomare Aretusa e Lungomare di Levante, per favorire il passaggio della navetta, senza dati pubblici a supporto. Le nostre misurazioni dicono il contrario e cioè che lo spazio di passaggio della navetta era ampiamente possibile anche nei punti poi limitati alla sosta con paletti.
• Ordinanza n. 426 del 3 luglio 2024: istituzione di stalli riservati ai residenti su posti già esistenti e già utilizzati dagli stessi residenti.
• Successiva eliminazione di 15 stalli al Belvedere della Turba per far posto alla nuova area pedonale.
E questo solo per stare in pochi mesi di osservazione. Il risultato non è un aumento di stalli, ma una riclassificazione formale a fronte di una riduzione reale. Il saldo complessivo dal 2017 a oggi è ampiamente negativo: 400 posti auto eliminati in Ortigia. Ma questo dato, evidentemente, disturba la narrazione.
I numeri reali raccontano una storia molto diversa da quella celebrata dal Sindaco che tralascia il numero esorbitante di pass rilasciati senza alcun criterio verificabile. Su queste basi numeriche, parlare addirittura di “successo” dell’Amministrazione nella tutela dei residenti non è solo fuorviante: è paradossale. È una boutade comunicativa che ignora volutamente il rapporto elementare tra domanda reale e offerta effettiva di sosta.
Come già accaduto nel 2017, siamo pienamente disponibili a fornire al Sindaco Italia i dati aggiornati sulla reale capacità di sosta in Ortigia, qualora intendesse finalmente studiarli con la stessa attenzione che allora lo portò a riconoscere l’insostenibilità del sistema. I numeri esistono, sono verificabili e non si lasciano piegare dagli slogan.
Noi continuiamo a pensare che la democrazia non sia ignobile, soprattutto quando costringe chi governa a confrontarsi con i dati, con i fatti e con tutta la verità — non solo con quella che fa comodo raccontare.“








