Atleti, dirigenti e famiglie hanno dismesso le divise da gioco per indossare quelle da volontari. Un pranzo natalizio speciale preparato in collaborazione con Padre Massimo Di Natale e le attività commerciali del territorio
Non solo gol e parate, ma un cuore grande così. La Pallamano Aretusa conferma la sua vocazione sociale scendendo in campo per una partita diversa, giocata sul terreno della solidarietà. Nei giorni scorsi, dirigenti, atleti e le loro famiglie hanno animato la mensa della Parrocchia di San Tommaso al Pantheon, contribuendo attivamente alla preparazione e alla distribuzione di uno dei pranzi natalizi destinati alle persone più fragili della città.
L’iniziativa, promossa in stretta collaborazione con il parroco Padre Massimo Di Natale (a cui la società ha donato un gagliardetto ufficiale in segno di amicizia), ha trasformato un momento di servizio in una festa di comunità.
Una rete di solidarietà tra sport e commercio
Quello andato in scena al Pantheon non è stato solo un atto di beneficenza isolato, ma la dimostrazione di come una rete territoriale possa fare la differenza. Di particolare rilievo è emerso il coinvolgimento di numerose attività commerciali locali, che hanno fornito beni e risorse per garantire i pasti. Una catena di supporto che ha unito parrocchia, associazioni sportive e imprenditori in un modello di collaborazione sostenibile.
«Grazie per la gioiosa costante presenza insieme alle vostre rispettive famiglie… buon cammino», è stato il saluto della parrocchia rivolto al club, sottolineando il calore umano portato dai volontari tra i tavoli della mensa.
Le parole di Padre Massimo: “Scambio reciproco”
Il valore educativo dell’esperienza è stato evidenziato proprio da Padre Massimo Di Natale: «La collaborazione con realtà come la Pallamano Aretusa ha permesso uno scambio reciproco. Il lavoro di squadra e la rete tra comunità, gruppi, associazioni e club sportivi garantisce sostegno e contribuisce a rendere un servizio migliore e duraturo».
Una lezione per i giovani atleti
L’aspetto più toccante è stato l’impatto emotivo sui giovani atleti. Accanto all’attività pratica di preparazione dei pasti, i ragazzi hanno vissuto un momento di condivisione reale con le persone assistite. Per la società sportiva aretusea, questa esperienza rappresenta un tassello fondamentale nella crescita dei propri tesserati: non solo campioni nello sport, ma cittadini maturi e attenti al prossimo. Molti dei giovani coinvolti hanno già espresso il desiderio di ripetere l’esperienza, trasformando un evento natalizio in un impegno continuativo.
Gli organizzatori chiudono con un auspicio: che questa «bella testimonianza di gruppo» possa consolidarsi nel tempo, garantendo un sostegno costante a chi è in difficoltà, ben oltre le luci delle festività.











