[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Marilena Toscano”][vc_column_text]Tace la movida in un sabato sera diverso dagli altri, per dare spazio al centro vaccinale che l’Asp ha allestito ieri a partire dalle 20 al Foro Italico, la Marina, dove a centinaia si riuniscono, ragazzi e famiglie, per trascorrere – senza troppe precauzioni – serate all’aperto. Nel silenzio, voluto, con evidenza dei fatti, per sensibilizzare più persone possibile ad avvicinarsi a quella che ormai viene definita – grazie ad un’ordinanza regionale, la numero 75 – vaccinazione di prossimità, non sono state state però più di cento le persone, che si sono sottoposte alla somministrazione del vaccino Pfyzer.
“Questa iniziativa che consideriamo più di carattere informativo che medico – dice Donatella Capizzello, coordinatrice dei Servizi Hub vaccinali di Siracusa – ci ha fatto constatare quanto ancora ci sia da fare fra i giovani ma anche in seno alle loro famiglie, per far capire in maniera scientifica cosa vuol dire vaccinarsi. Molti hanno paura perché non sono mai stati avvicinati da professionisti. E’ mancata per molti di loro una corretta divulgazione e su questo – ha aggiunto Donatella Capizzello – è necessario concentrarsi di più: andando nelle scuole, ad esempio, e tenere dei veri e propri corsi di informazione”.
E così, infatti, in un sabato sera come tanti, sulla passeggiata storica della Marina dove si fa la fila per un panino o un aperitivo, dove si balla ( a dispetto anche di ogni norma anti contagio) ogni sera tranne ieri sera, fino a notte tarda, nessuno faceva la coda per vaccinarsi.
Situazione ben diversa nel corso della mattinata, ancora di sabato, quando sono state ben 264 le persone vaccinate al centro commerciale di Belvedere, e più di 300 con le seconde dosi.
Esperimento fallito, quello di raggiungere soprattutto i più giovani lì dove trascorrono le ore fra cibo e divertimento?
“No – afferma la dottoressa Capuzzello – perché abbiamo avuto la possibilità di spiegare a tanti che vaccinarsi è l’ unico modo per essere al sicuro. E in tanti hanno accolto l’iniziativa, si sono fidati e intere famiglie si sono vaccinate insieme, proprio qui”.
Un’atmosfera decisamente diversa dall’Urban Center – dove non cessano le code e dove si va prevalentemente su appuntamento – rispetto alla Marina invasa dal popolo dei consumatori e passeggiatori; dove giocano i bambini e dove i più giovani, sprovvisti nella maggior parte di mascherine, non si risparmiano a danze e cori sfrenati a distanziamento zero.
Voglia di movida, ad ogni costo: “ unica speranza – conclude Donatella Capuzzello – che è quasi una certezza, è che quella fascia di età fra i 18 e i 20 anni sia vaccinata”.
Esistono, e l’esperienza della Marina ne ha dato prova, “intere famiglie nelle quali nessun componente risulta vaccinato”, e allora è stato sorprendente incontrare, come è successo sabato sera, una famiglia di ben otto persone – confermano i sanitari presenti – che, capo famiglia come apripista, si sono vaccinati a turno. “ Ma è stata una bella fatica, li abbiamo informati uno per uno”. Il più refrattario dei figli, un giovane ventenne, convinto che il vaccino portasse “ a morte sicura” dopo un imprecisato numero di anni, o ad un “futuro incerto di malattie sconosciute”… alla fine ha capitolato, quando tutti, compresa la fidanzata, hanno prestato il braccio alla prima dose di Pfizer.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]







