QUESTURA DI SIRACUSA
siracusapress.it
Emergenza

Allarme nel Mediterraneo: petroliera russa “fantasma” attaccata dai droni e alla deriva

siracusapress.it

condividi news

La Arctic Metagaz, carica di 900 tonnellate di gasolio e gas liquido, viaggia senza equipaggio dopo un incendio. Rischio disastro ambientale. Il sindaco di Lampedusa rassicura: “Situazione sotto controllo, il vento la spinge verso est”

Alta tensione e massima allerta ambientale nel cuore del Mar Mediterraneo. Da giorni, una petroliera battente bandiera russa naviga alla deriva e completamente priva di equipaggio nel tratto di mare compreso tra le coste siciliane e Malta.

L’imbarcazione, identificata come la Arctic Metagaz, trasporta un carico altamente pericoloso: 900 tonnellate di gasolio e due serbatoi di gas liquefatto. Un mix che fa tremare le autorità marittime per il rischio di un disastro ecologico di vaste proporzioni.

Il “giallo” ha avuto inizio poco dopo la partenza della nave, salpata lo scorso 4 marzo dal porto artico di Murmansk. Giunta al centro del Mediterraneo, la petroliera è stata improvvisamente attaccata da alcuni droni (non è ancora chiaro se di provenienza ucraina o libica). I danni subiti e l’incendio divampato a bordo hanno costretto all’evacuazione immediata dei 30 marinai dell’equipaggio, un’operazione di salvataggio coordinata dalle autorità maltesi e russe.

La vicenda assume contorni prettamente geopolitici. La Arctic Metagaz non è una nave qualsiasi, ma fa parte della cosiddetta “flotta fantasma” di Mosca: un contingente di circa 3.000 unità utilizzato dalla Russia per aggirare le sanzioni e l’embargo sulla vendita di petrolio. L’imbarcazione si trovava infatti già nella “black list” di Stati Uniti e Gran Bretagna. Dal canto suo, il Cremlino ha puntato il dito contro Kiev, denunciando l’attacco come un vero e proprio “atto di terrorismo”.

In attesa di chiarire le responsabilità militari, la priorità assoluta resta quella di “evitare la fuoriuscita degli idrocarburi e un inquinamento di vaste dimensioni”. Inizialmente data per affondata, la nave è stata intercettata dalle autorità maltesi, che hanno istituito un divieto di transito nel raggio di cinque miglia.

In balìa delle correnti, la “nave fantasma” si era inizialmente avvicinata a Lampedusa, per poi spostarsi questa mattina a circa 30 miglia da Linosa. Sul posto è prontamente intervenuta la Marina Militare italiana con rimorchiatori e mezzi anti-inquinamento. A rassicurare la popolazione locale è intervenuto Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa e Linosa:

“La situazione è sotto controllo e la nave si trova in acque internazionali: il vento la sta facendo scarrocciare verso Malta”.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni