Aggiornato al 14/07/2026 - 11:47
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Spumantistica

Sicilia, nasce “Rete delle bollicine”: itinerari enoturistici e spumanti d’eccellenza

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L’Irvo lancia il Manifesto per mappare l’enoturismo e valorizzare la spumantistica locale

La Sicilia del vino punta sull’eccellenza della sua produzione spumantistica. l’Irvo (Istituto regionale dell’olio e del vino), con la sezione siciliana dell’Associazione Italiana Sommelier (Ais), lancia il “Manifesto” per mappare l’enoturismo e valorizzare la spumantistica locale. Da qui nasce il convegno “Bollicine Siciliane. Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio”, che si è svolto lunedì al Madison di Realmonte, nell’ambito dell’evento “Sicilia in Bolle” organizzato da Ais Agrigento e Caltanissetta.

L’iniziativa punta a unire le singole eccellenze in un racconto corale. I protagonisti di questa svolta sono i vitigni autoctoni simbolo della regione: il Grillo, il Catarratto e il Nerello Mascalese, pronti a diventare i pilastri di un’identità collettiva sempre più riconoscibile.

L’obiettivo è posizionare l’isola come meta di riferimento mondiale per gli amanti delle bollicine e creare una rete tra luoghi riconosciuti patrimonio dell’Unesco: l’Etna, le riserve dello Zingaro, di Vendicari, Pantalica, la Valle dei Templi, Selinunte, Segesta, Siracusa, la Villa Romana del Casale, i borghi arabo-normanni e le città barocche del Val di Noto.

Il settore spumantistico siciliano, tra la freschezza del Metodo Charmat e la complessità del Metodo Classico, ha visto una progressiva crescita negli ultimi anni. Una produzione ancora piccola ma preziosa, che mira allo sviluppo di percorsi enoturistici per un mercato sempre più internazionale.

“Negli ultimi anni le bollicine siciliane – dichiara Giusi Mistretta, commissaria Irvo –  hanno dimostrato di possedere una propria identità. Sono il frutto di territori unici, di vitigni autoctoni e internazionali interpretati con competenza, di imprenditori che hanno investito in qualità, innovazione e sostenibilità. Oggi questa realtà merita di essere valorizzata in maniera organica, per affermare un’immagine collettiva forte e riconoscibile”.

Non si tratta solo di produzione, ma di accoglienza e promozione del territorio. Attraverso il nuovo “Manifesto per la Rete delle Bollicine Siciliane”, l’Istituto vuole strutturare un’offerta turistica integrata e moderna. Il progetto mira infatti a disegnare itinerari inediti capaci di connettere direttamente le cantine con il patrimonio culturale e i paesaggi unici dell’isola.

“La competitività passa attraverso la collaborazione, la capacità di fare sistema e di presentarsi con un’identità condivisa, – prosegue Mistretta – con questo obiettivo ci facciamo promotori di questo laboratorio di cooperazione tra tutti i protagonisti del mondo vitivinicolo (consorzi, associazioni di produttori) ai quali sottoporremo una ‘Dichiarazione di Intenti’, per portare avanti una visione comune e rafforzare l’identità delle bollicine siciliane”.

In questo modo, l’enoturismo siciliano si prepara a offrire ai visitatori un’esperienza immersiva, dove il calice diventa la chiave d’accesso per scoprire la storia e la bellezza della Sicilia.

“Il Manifesto della Rete delle Bollicine Siciliane – spiega il presidente Ais Sicilia Francesco Baldacchino – rappresenta un importante esempio di come il dialogo e la collaborazione possano trasformarsi in una visione condivisa per il futuro del vino siciliano. Il percorso avviato dall’Irvo testimonia la volontà di mettere a sistema competenze, identità e progettualità, con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio enologico che è espressione autentica della nostra terra. Come Ais Sicilia crediamo che fare rete significhi creare cultura, rafforzare il legame con il territorio e offrire alle Bollicine Siciliane una voce unica, autorevole e riconoscibile”.

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