Aggiornato al 12/05/2026 - 16:31
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Sicilia, Spesa farmaceutica, la Commissione Sanità dell’Ars chiede il ritiro del decreto

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Nella commissione convergenza trasversale dei deputati regionali. Giambona (PD): “medici e pazienti nel mirino delle sanzioni” 

I lavori della Commissione Sanità dell’ARS hanno prodotto una posizione condivisa tra tutte le componenti politiche presenti: il decreto sulla spesa farmaceutica deve essere ritirato, e con esso va eliminato il meccanismo sanzionatorio che ricadrebbe sui medici di medicina generale. A riferirlo è Mario Giambona, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, che ha partecipato alla seduta.

La questione ha una premessa di merito che Giambona considera dirimente: la Sicilia registra attualmente una spesa farmaceutica pari al 6,40 per cento, un valore inferiore al tetto nazionale fissato al 6,80 per cento. In questo contesto, chiedere ulteriori riduzioni appare al deputato dem non solo ingiustificato, ma potenzialmente controproducente per l’intero sistema sanitario regionale.

Le criticità non riguardano solo i numeri. Giambona segnala che alcune categorie di farmaci interessate dalle restrizioni previste nel provvedimento — tra cui quelli destinati al trattamento del diabete, alle patologie legate al sistema renina-angiotensina e alle sindromi delle vie respiratorie — sono oggetto di accordi e indirizzi che ne incentivano l’utilizzo proprio nell’ottica della prevenzione. Comprimere le prescrizioni in questi ambiti significherebbe, secondo il deputato, andare nella direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati di politica sanitaria, con il rischio di far emergere patologie più gravi e più costose da trattare nel medio periodo.

A rendere la vicenda ulteriormente delicata è la posizione dello stesso assessore regionale alla Salute, che avrebbe chiesto scusa ai medici per le tensioni generate dall’obbligo di adeguarsi alle nuove disposizioni. Un gesto che Giambona interpreta come una conferma implicita della problematicità del provvedimento, più che come una sua giustificazione.

Il quadro complessivo che emerge dalla Commissione è quello di un decreto che, nelle sue forme attuali, non raccoglie consenso né tra le opposizioni né, a quanto pare, all’interno della stessa maggioranza. La richiesta di ritiro è formale e trasversale.

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