Aggiornato al 23/05/2026 - 10:39
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SDS FEST 2026: a Ortigia il festival dedicato ad architettura, città e territorio

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Dal 3 al 6 giugno l’evento promosso dall’Università di Catania per il trentennale della Scuola siracusana. «Non una semplice celebrazione, ma un dispositivo culturale aperto per confrontarsi sulle questioni reali del presente»

La città di Archimede si prepara a diventare per quattro giorni la capitale del dibattito urbanistico e paesaggistico del Mediterraneo. Dal 3 al 6 giugno 2026, la SDS di Architettura e Patrimonio Culturale di Siracusa (Università degli Studi di Catania) inaugura la prima edizione di SDS FEST – Architecture, City and Territory.

Un nuovo festival interamente dedicato all’architettura intesa come pratica culturale pubblica, spazio di confronto critico e prezioso dispositivo di relazione tra il mondo accademico, la città e il territorio circostante.

Promosso dal Laboratorio di Comunicazione Labo.Cò, diretto da Fabrizio Foti, l’evento nasce in occasione di una ricorrenza speciale: il trentennale della Scuola di Architettura di Siracusa. «Tuttavia, l’evento non si configura come una semplice celebrazione istituzionale – spiegano i promotori – ma come una piattaforma aperta, capace di attivare riflessioni, incontri, attraversamenti urbani, mostre e momenti collettivi attorno ai temi dell’architettura contemporanea».

Per quattro intense giornate, l’isola di Ortigia e gli storici spazi di Palazzo Impellizzeri diventeranno il cuore pulsante di un programma pubblico ricchissimo. Il festival coinvolgerà studiosi, architetti, ricercatori, studenti, artisti e cittadini, costruendo un palinsesto interdisciplinare fatto di lectures, seminari, reading e originali dispositivi di esplorazione urbana.

Il titolo scelto per questa prima edizione, Architecture, City and Territory, traccia in modo netto il campo di ricerca: un’idea di architettura capace di confrontarsi non solo con il progetto dello spazio costruito, ma anche con le profonde trasformazioni ambientali, urbane e sociali che attraversano la nostra epoca.

Il via ai lavori sarà dato dalla giornata inaugurale intitolata “TERRE INSTABILI. Abitare la Zona Critica”. Il panel riunirà ecologi, architetti e ricercatori attorno ai delicati temi della trasformazione ambientale nel Mediterraneo.

Tra i protagonisti di spicco figurano:

  • Alexandra Arènes: ricercatrice francese e co-fondatrice di S.O.C. (Société d’Objets Cartographiques);

  • I professori Christian Mulder e Tommaso La Mantia, affiancati da numerosi studiosi delle università siciliane, ricercatori dell’Università di Palermo e referenti della Protezione Civile della Regione Siciliana.

Il programma si articolerà poi attraverso una serie di rubriche culturali (Provincia Eccentrica, Experienze, Ad Alta Voce e Ricerche Extra). Grande attesa anche per la lectio magistralis dell’architetto Paolo Zermani, che arricchirà un parterre di contributi provenienti dal mondo della critica, della letteratura e delle arti visive.

Oltre ai dibattiti accademici, SDS FEST vivrà fisicamente gli spazi della città. Il festival ospiterà infatti attività di esplorazione attiva assumendo la stessa Ortigia come campo di osservazione, interpretazione e progetto.

Infine, tra gli eventi collaterali più sentiti di questa prima edizione, vi sarà l’allestimento di una mostra fotografica dedicata a Elia Fiammingo, studente della SDS di Architettura di Siracusa, pensata come parte integrante di un programma costruito a stretto contatto con la comunità studentesca.

In un momento storico caratterizzato da profonde trasformazioni, il festival prova così a riaffermare la necessità di uno spazio collettivo. Un appuntamento che l’Ateneo spera di rendere strutturale anche per gli anni a venire.

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