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Siracusa, il mistero degli eretici di Parigi del XIII secolo: presentato il saggio di Rosario Lo Bello

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Domenica 7 settembre all’Ex Convento dei Carmelitani l’incontro su “Logici eretici”, il volume che ricostruisce la condanna al rogo di Amalrico di Bène e dei suoi seguaci nel 1210

Si intitola “Teologia, logica e potere a Parigi agli inizi del XIII secolo” l’incontro che si terrà a Siracusa Domenica 7 Settembre (alle ore 17.00 presso l’Ex Convento dei Carmelitani Scalzi, Piazzetta del Carmine, 1). Un’occasione che nasce dalla presentazione del volume di Rosario Lo Bello, docente di Storia della teologia medievale presso lo Studio Teologico San Paolo di Catania, Logici eretici. Amalrico di Bène e gli amalriciani nelle fonti del XIII secolo.

Una storia ambientata agli inizi del ‘200 quando Amalrico di Bène, maestro nelle arti liberali, passa a insegnare teologia a Parigi. Poco dopo la sua morte, al tempo delle prime censure ecclesiastiche di Aristotele (1210), maestri e studenti accusati di seguire le dottrine di Amalrico sono condannati al rogo come eretici. Nessuno scritto del maestro e dei presunti discepoli si è conservato. Si sono così potute formulare ipotesi disparate, spesso fantasiose, per spiegare quella condanna, cui ne seguirono altre. Il saggio di Lo Bello esamina le prime testimonianze biografiche e dottrinali, riportando ciascuna di esse nel contesto originario. La vicenda è riletta sullo sfondo della nascita dell’Università di Parigi e dei conflitti di autorità legati al controllo dei docenti e dei loro insegnamenti.

Dietro le condanne si intravedono i profili dei teologi formatisi nella scuola cattedrale di Notre-Dame, preoccupati, di fronte alla minaccia costituita dai libri naturales di Aristotele, di ridefinire confini e statuto del proprio sapere. Si sforzano così di delimitarne il campo, contrastando energicamente la temuta invadenza da un lato dei logici, dall’altro degli apocalittici e dei profeti della storia. In questo clima l’opuscolo denigratorio del cistercense Garnerio di Rochefort, il Contra amaurianos, che accomuna polemicamente Amalrico e gli amalriciani a Gioacchino da Fiore, appare come la premessa della condanna dottrinale di entrambi da parte del IV Concilio Lateranense (1215).

Dopo i saluti di Mons. Francesco Lomanto, Arcivescovo di Siracusa, discutono del libro, presente l’autore: Carlo Dell’Osso del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e Gian Luca Potestà dell’Università Cattolica di Milano, direttore della collana di ricerche Dies Nova. Modera Loredana Faraci dell’Accademia di Belle Arti di Catania.

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