L’iniziativa organizzata dall’associazione ParkinSiamo ha richiamato l’importanza di salvaguardare la fragilità altrui
La fragilità non è una condizione da nascondere, né qualcosa di cui vergognarsi ma una dimensione della vita che chiede attenzione. Si è svolto intorno a questo concetto l’incontro promosso dall’associazione ParkinSiamo, nella chiesa Madonna delle Lacrime di Solarino. Una serata nata nel ricordo di Paolo Mazzarella, l’ultimo sacrestano della città, e diventata un momento di confronto su alcune questioni che riguardano la terza età.
Al tavolo dei relatori professionisti del settore che hanno offerto la propria esperienza per diffondere un messaggio importante: la fragilità non è una colpa.
A entrare nel merito della malattia di Parkinson è stata la neurologa Giuliana Proto, che ha posto l’accento non soltanto sulla diagnosi, ma sull’intero percorso che accompagna il paziente e la sua famiglia.
Alla malattia, spesso, si affianca l’isolamento sociale, tema affrontato da Rosalba Scorpo, educatrice e responsabile di una comunità per anziani, che ha raccontato una fragilità spesso difficile da riconoscere perché non sempre si manifesta con segnali evidenti.
La perdita delle persone care, il progressivo restringersi delle relazioni e il cambiamento delle abitudini possono portare molti anziani a chiudersi sempre più in se stessi.
In questo quadro le strutture residenziali possono assumere una funzione importante per ripristinare il benessere psicofisico degli anziani: non semplicemente spazi in cui accogliere chi non può più vivere da solo ma “luoghi protetti in grado di garantire relazioni e socialità”. Resta, però, il peso del pregiudizio. L’ingresso in una struttura viene ancora talvolta percepito come una forma di abbandono, mentre l’evoluzione dell’assistenza punta sempre più a considerare l’anziano come persona, con bisogni, relazioni e una propria storia.
Così come sottolineato dal chirurgo Luigi Fiumara, che ha chiuso i lavori con il racconto di come siano cambiate negli anni le residenze per anziani: da ospizi, intesi prevalentemente come luogo di ricovero, alla concezione di oggi nella quale la persona viene messa al centro del percorso. La direzione oggi è quella del “progetto personalizzato” ha spiegato il medico, costruito sulle esigenze dell’ospite in una prospettiva in cui la famiglia diventa parte della rete di sostegno che accompagna l’anziano.
Per superare qualsiasi difficoltà resta fondamentale la “collaborazione tra istituzioni e cittadini” come ha evidenziato il sindaco Tiziano Spada, che ha richiamato l’importanza della sinergia per costruire una rete capace di sostenere chi attraversa una condizione di vulnerabilità.
Anziani e persone fragili, si sa, sono anche le maggiori vittime di truffe e raggiri. Su questo e su come prevenirli, si è concentrato, quindi, il maggiore dei Carabinieri Filippo Cravotta che ha illustrato alcune delle modalità attraverso le quali i malintenzionati cercano di conquistare la fiducia delle vittime.
La prevenzione delle truffe passa anche da gesti semplici e da un concetto che “ci insegnano da bambini – ha affermato – non accettare le caramelle dagli sconosciuti“.
Gli interventi sono stati moderati da Antonio Affatato, vicepresidente dell’associazione ParkinSiamo.












