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Arangio critica il “Muro Libero” di Priolo

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La consigliera comunale di Forza Italia contesta l’iniziativa del sindaco Gianni e dell’assessore Limer: “Dare libero sfogo ai pensieri non significa imbrattare i muri”

La recente iniziativa del sindaco Gianni e dell’assessore Limer di trasformare un muro imbrattato in uno spazio dedicato alla libera espressione artistica dei giovani, denominato “Muro Libero… per le Parole Gentili”, ha suscitato reazioni contrastanti in città. Il muro esterno del Centro Polivalente, ripulito e ridipinto di bianco, è ora a disposizione dei ragazzi per scrivere frasi, testi di canzoni, poesie e realizzare altre forme di creatività, sempre nel rispetto e con responsabilità.

Non tutti condividono però questa scelta. Patrizia Arangio, consigliera comunale di Forza Italia, ha espresso il suo disappunto attraverso un comunicato ufficiale: “Dare libero sfogo ai pensieri dei giovani non significa trasformare i muri della città in tele improvvisate. Scritte, disegni e imbrattamenti non hanno nulla a che vedere con la libertà d’espressione: sono, piuttosto, un deturpamento dei luoghi pubblici che appartengono a tutti.”

Secondo Arangio, la proposta dell’assessore di permettere certe “espressioni artistiche” sui muri non rappresenta un progetto educativo, ma “una fesseria che rischia di trasmettere un messaggio sbagliato, soprattutto ai più piccoli. Ogni scritta lasciata senza conseguenze diventa un esempio silenzioso che insegna la cosa peggiore: che si può non rispettare ciò che è di tutti”.

Arangio sottolinea inoltre che non si tratta di censurare i ragazzi, ma di offrire loro “spazi veri, puliti, dedicati alla creatività: palestre artistiche, laboratori, progetti murales guidati da professionisti. Dare loro strumenti, non scorciatoie.”

Infine, aggiunge: “Chiudere un occhio di fronte agli imbrattamenti non è libertà, è rassegnazione. La città merita rispetto. I nostri figli meritano esempi migliori.” Per questo motivo, Arangio chiede all’amministrazione “di ritirare immediatamente questa idea improvvisata, di ripristinare il muro e di organizzare seriamente percorsi dedicati al pensiero libero, in luoghi e modalità che sappiano unire creatività e rispetto del bene comune.”

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