Condannabile lo sfogo del deputato, ma altrettanto deprecabile l’uso strumentale della registrazione e il coinvolgimento di familiari anziani
Bruno Alicata interviene sul caso Auteri offrendo una lettura critica della vicenda che va oltre il clamore mediatico, analizzando cause ed effetti di un episodio che ha scosso l’Assemblea Regionale Siciliana.
“Non conosco il deputato regionale Auteri, protagonista in queste ore di effetti speciali mediatici, cui lo stesso ha purtroppo contribuito salvo poi, ad effetti avvenuti, scusarsi per avere pesantemente attaccato un collega parlamentare, con frasi e minacce meritevoli di amplio biasimo.
L’impressione è, tuttavia, quella di aver dato sfogo all’istinto, ad un inaccettabile impulso di rabbia e collera, di trivio furore verbale, ma in risposta, comunque, a ciò che lui considerava un’accusa ingiusta: l’elargizione di soldi pubblici a società o associazioni intestate a familiari prossimi. Ora, è certamente da censurare il comportamento incontrollato e rabbioso, che diviene grave perché compiuto nei confronti di un collega parlamentare e, perdipiù, con poco rispetto per la sacralità dei luoghi, pur essendo il fatto accaduto in prossimità dei servizi igienici del Parlamento più antico d’Europa.
Eppure, altrettanto biasimo meriterebbe quel collega offeso che, avendo eseguito una registrazione non richiesta del dialogo, ha trovato, forse, ancor più appagante ribadire e veicolare il messaggio sul presunto conflitto d’interessi dell’on. Auteri che, nell’immaginario collettivo ormai, avrebbe consentito da parlamentare regionale l’elargizione di soldi pubblici verso società ed associazioni a lui riconducibili.
Ma nella realtà, tale contribuzione sembrerebbe essere avvenuta allorquando lo stesso Auteri non ricopriva alcun ruolo istituzionale, quindi non si comprenderebbe di cosa sarebbe responsabile, a parte lo sproloquio di cui si è reso protagonista. E allora di cosa stiamo parlando, se non del piatto ricco mi ci ficco? Il parlamentare offeso, vittima dell’ira altrui, ha ottenuto una rinnovata ribalta nazionale; il programma televisivo, orgogliosamente posizionato all’opposizione del Governo centrale, ha realizzato un servizio giornalistico nel collaudato solco dell’informazione militante.
Dopodiché, emerge anche la tristezza verso un trascurato aspetto umano: una signora mamma, una donna anziana che in buona fede e con educazione, non abituata a microfoni e telecamere, per quanto non visibili, risponde a chi tende “l’agguato mediatico” incurante del turbamento d’animo, dell’ansia e dello smarrimento che si può cagionare. Il nobile esercizio d’informare.” Così l’ex Senatore di Forza Italia






