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La disarmante rincorsa allo spegnimento degli incendi boschivi negli Iblei. Una sconfitta che “brucia”.
[/vc_column_text][vc_column_text]Dal primo aprile scorso sono oltre 50 gli incendi che hanno interessato la zona sud dell’area iblea. Ecco di seguito il resoconto di quanto avvenuto ieri in un “normale” pomeriggio caldo che ha messo ancora una volta a dura prova la resistenza di vigili del fuoco, forestali e volontari.
Lunedì 17 maggio ore 13.20
Un volontario del Mai (Movimento antincendio ibleo) avvista un rogo al canneto della frazione di San Paolo a Noto. È incontrollato, le fiamme sono molto alte a causa della facile combustione della canne. Oltre alle case vicine, il rischio è che l’incendio prosegua lungo il fiume.
Alla chiamata ai vigili del fuoco, l’operatore risponde: “Grazie per la segnalazione, ce ne sono altri 3 in coda!”.
“Questo il senso di impotenza, ansia, frustrazione e rabbia che accumuna cittadini e i corpi (vigili del fuoco e forestale) che ogni giorno assistono al prevedibile epilogo”, commenta Liliana Selva, una volontaria del Mai che ci tiene informati.
Ore 15.30
In Contrada Bochini, da poco spento l’incendio riattivatosi questa mattia nella stessa area, mentre la situazione va peggiorando gravemente nella frazione di San Paolo. L’incendio oltre a camminare lungo il fiume si è addentrato in una proprietà coltivata, questo ci segnalano i volontari del Mai presenti sul posto. Diversi i roghi, alcuni con fiamme troppo alte per intervenire, altri forse domabili con i mezzi manuali a disposizione dei proprietari e dei volontari.
Ingestibile la situazione ad Avola Antica. Brucia Chiusa Cavalli e Vallone Case Lampa (tra Avola e Cava Grande). Il vento e l’ampiezza dell’area coinvolta non consentono ai volontari del Mai di arginare. Non resta che osservare attoniti e attendere gli interventi.
Ore 16.30
Arriva l’elicottero su Case Lampa dove l’incendio è entrato nel demanio. Ancora nessun intervento a San Paolo e ad Avola, Chiusa Cavalli. Dove sono i mezzi aerei?
“Mancano ancora 4 mesi alla fine della stagione di maggior rischio – commentano gli attivisti del Mai – cosa accadrà domani?”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]






