Allievi e insegnanti di danza, di nero vestiti, questa mattina in piazza Duomo a Siracusa. Per ribadire: “Non fermiamo la danza”. E per non fare spegnere le luci della ribalta su una disciplina che – tengono a precisarlo – “Non è un hobby e tantomeno un divertimento”. Ma, come tiene a puntualizzare Vincenzo Macario, organizzatore di eventi per la danza, “vera e propria formazione culturale”.
Gli fa eco Simona Gatto, direttrice del Centro musical siracusano: “Non siamo artisti che fanno divertire. E nemmeno il popolo del tempo libero. Siamo preparatori atletici. Educatori. Formatori. Coloro che stanno accanto ai ragazzi nel loro percorso di crescita. Per questo chiediamo che vengano rispettati i nostri diritti. E soprattutto che i ragazzi non debbano rinunciare a un’attività culturale e di formazione essenziale per il loro futuro”.
Non solo. “Con noi insegnanti e allievi di danza – continua Simona Gatto – ci sono anche tanti lavoratori dello spettacolo. Fonici, scenografi, audio-luci, solo per citarne alcuni. Siamo insomma una grande macchina da lavoro che non può, e non deve, essere fermata”.
Poche, semplici richieste che il mondo della danza, questa mattina, ha avanzato tramite cartelli e ciò che è più di una passione. Ovvero piccole coreografie avviate dopo un iniziale momento che ha visto tutti gli allievi seduti a terra con il capo chino sulle note di “Nuvole Bianche”.
Poi le parole del sindaco, Francesco Italia, che ha raggiunto la manifestazione: “Sfruttiamo questo momento per pensare a cosa di buono porterà. Per esempio farci capire che l’arte e la cultura sono fondamentali per la nostra vita. E quando saremo fuori da questa situazione, sarebbe molto bello che alcuni valori e idee, come potenziare e dare più visibilità e sostegno all’arte, possano diventare uno dei cardini del nuovo mondo che ci prepariamo tutti a vivere”.












