Dopo il servizio ‘Il mare è come l’olio’ interrogazioni di La Vardera, Spada e del senatore Nicita sui depuratori, il traffico di petrolio russo e il “decreto WhatsApp”
Dopo l’inchiesta giornalistica di Report all’Ars si chiede una commissione speciale per indagare sul petrolchimico di Siracusa. Presentata una nuova interrogazione parlamentare
Dopo l’inchiesta “Il mare è come l’olio” di Report andata in onda la scorsa domenica su Rai3, il leader di Controcorrente e deputato regionale Ismaele La Vardera e il deputato del Pd Tiziano Spada hanno chiesto al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno “l’istituzione di una Commissione speciale che indaghi sul petrolchimico di Siracusa, che acquisisca le documentazioni e che senta tutti i soggetti coinvolti” .
Nella puntata del 2 marzo Report ha raccontato gli sviluppi dell’inchiesta sul depuratore IAS, sequestrato nel 2022 dalla magistratura, e la storia di un altro depuratore, gestito dal petrolchimico Isab, finito sotto la lente dei magistrati, perché avrebbe truccato le analisi sugli sversamenti in mare.
In collaborazione con Greenpeace Italia ha poi rivelato i traffici di petrolio russo nelle acque internazionali davanti al petrolchimico.
“Le inchieste giornalistiche e le indagini della magistratura hanno portato alla luce un sistema di gestione dalle linee opache e pericolose sia per la salute pubblica che per l’ambiente”, dichiara La Vardera.
Presentata anche un’altra interrogazione da parte del senatore del Pd Antonio Nicita, rivolta ai ministri dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e del Made in Italy Adolfo Urso.
L’interrogazione riguarda il Tas, l’impianto per il trattamento delle acque di scarico di Isab, al centro di un’indagine della procura di Siracusa per inquinamento ambientale, il piano di investimenti annunciato da Goi Energy, nuova proprietaria dell’impianto dopo la vendita da parte del colosso russo Lukoil e la provenienza del petrolio di Isab. Chiarimenti saranno chiesti anche in merito al cosiddetto “decreto WhatsApp”, circolato in una prima versione via messaggio con le firme dei ministri Urso e Pichetto Fratin, meno permissiva sui limiti sulle emissioni inquinanti, rispetto a quella pubblicata in gazzetta sei mesi dopo.
“Chiediamo di conoscere quali siano i criteri tecnici che hanno portato al cambiamento del decreto tra la prima e la seconda versione e quale sia stato il tipo di interlocuzione avviata dal governo”, afferma Nicita.












