Nel giorno che ha segnato per sempre la storia dell’isola, la Sicilia si raccoglie nel ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta
Il 23 maggio non è una data come le altre. Ogni anno, da Capaci a tutta la Sicilia, si alza un coro di memoria e impegno civile per ricordare chi ha sacrificato la vita in nome della giustizia
Il commento di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’ANCI Sicilia
“Il nostro impegno, unitamente a quello del sistema degli enti locali, è promuovere la cultura della legalità e della memoria storica. Per questi motivi, ricordare le stragi di Capaci e di Via D’Amelio vuol dire trasferire, soprattutto ai giovani, gli ideali di giustizia che hanno caratterizzato l’opera dei giudici Falcone e Borsellino che rappresentano un grande esempio di coraggio e integrità. La nostra Associazione, da sempre, esorta i sindaci dell’Isola a rafforzare il senso di comunità e di responsabilità civica, affinché il sacrificio di Falcone e Borsellino non venga mai dimenticato e perché la Sicilia possa continuare a essere terra di speranza e di rinascita”
La nota del segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo
“Il 23 maggio è il giorno del ricordo di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. E’ il giorno del dolore per quell’atroce esplosione che squarciò in due l’autostrada e che fu l’inizio della sfida estrema lanciata da cosa nostra allo Stato. Ma il 23 maggio è anche il giorno della riscossa, del risveglio delle anime dei siciliani, e dell’Italia tutta. Falcone diceva: ‘La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni‘”. Lo dichiara il segretario del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, che oggi a Palermo presenzierà alle iniziative della Fondazione Falcone, organizzate nel XXXIII anniversario della strage di Capaci.
“Tanti successi ha conseguito – aggiunge – lo Stato da allora, numerosi gli arresti eccellenti, l’ala stragista della mafia è stata decapitata. Ma non bisogna abbassare la guardia, c’è ancora – conclude – tanto da fare per liberare la Sicilia“.
La dichiarazione dell’On. Antoci
“Oggi commemoriamo le vittime delle stragi mafiose, lo facciamo attraverso la memoria che questo luogo ci sollecita. Qui si respira la vita quotidiana di quegli uomini e quelle donne che hanno fatto del valore della scelta il senso e il seme del dovere di cittadinanza dal quale nessuno di noi può sentirsi esentato. Ecco, impegnarci tutti nel proseguire le loro azioni rende omaggio al loro sacrificio” – così Giuseppe Antoci Parlamentare europeo, Presidente della Commissione Politica DMED del Parlamento Europeo sfuggito ad un agguato mafioso nel maggio del 2016 al suo arrivo a Palazzo Jung a Palermo.
Il messaggio di CISAL Sicilia e CISAL Palermo
“L’unico modo per onorare la memoria di chi ha lottato contro la mafia, fino a perdere la vita, è affermare la legalità in modo concreto in ogni ambito pubblico e privato, togliendo alla criminalità ogni spazio d’azione.A 33 anni dalla strage di Capaci, ricordiamo con gratitudine il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro e chiediamo alle istituzioni, alle parti sociali e alla società civile di fare fronte comune perché si tenga alta la guardia”.
Le riflessioni del sindaco di Priolo Pippo Gianni sulla ricorrenza
“E’ un’occasione di riflessione e memoria condivisa per onorare il loro sacrificio e l’esempio di legalità e giustizia che hanno lasciato a tutti noi.
Ricordare insieme significa tenere viva la loro testimonianza di coraggio e dedizione al bene comune.
Per non dimenticare l’eredità lasciata da Giovanni Falcone.
Per non dimenticare il coraggio di un uomo che, ancora oggi, continua a rappresentare un esempio il cui ricordo deve essere tramandato ai nostri giovani“.






