I dati Istat confermano la stagnazione. Soffrono i mezzi di trasporto e la farmaceutica. Le previsioni di Confindustria per giugno indicano un ulteriore peggioramento
L’industria italiana torna a segnare il passo. Dopo un inizio d’anno promettente, i dati Istat sulla produzione industriale di maggio 2025 confermano un ritorno in territorio negativo, con un calo dello 0,7% rispetto ad aprile. Un segnale che, unito alle previsioni incerte per giugno, disegna un quadro complesso per il settore.
I dati di maggio: energia unico settore in crescita
L’analisi Istat mostra un indice destagionalizzato in diminuzione dello 0,7% su base mensile. Questo calo arriva dopo un dato medio positivo nel trimestre marzo-maggio (+0,6% rispetto al trimestre precedente) e conferma una sostanziale stagnazione che dura dall’agosto dello scorso anno.
Analizzando i raggruppamenti principali di industrie, a maggio l’unico settore in crescita è quello dell’energia (+0,7%), mentre calano sia i beni intermedi (-1,0%) che i beni di consumo (-1,3%).
Nel dettaglio dei settori di attività economica, si registra una situazione a macchia di leopardo:
- Crescono: la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,1%), l’attività estrattiva (+5,1%) e la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+4,7%).
- Soffrono: la fabbricazione di mezzi di trasporto (-5,6%), i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-5,2%) e i prodotti chimici (-4,0%).
Le previsioni per giugno: pesa l’incertezza su dazi e futuro
Le prospettive per il mese di giugno, secondo la Congiuntura Flash elaborata dal Centro Studi Confindustria, non sembrano migliorare. L’indice PMI manifatturiero è sceso ulteriormente in area recessiva (48,4 da 49,2), la fiducia delle imprese industriali resta in bilico e la questione dei dazi internazionali sta mettendo nuovamente a rischio il settore.