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Siracusa, Il turismo frena, M5S: “Caro prezzi e inflazione. Governi nazionale e regionale immobili”

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CNA denuncia perdite fino al 25% nelle località turistiche: da Noto a Marzamemi, l’aumento dei costi penalizza visitatori e residenti

 

La provincia di Siracusa registra una contrazione significativa delle presenze turistiche nella stagione 2025, con un calo che oscilla tra il 5% e il 25% rispetto al 2024. I dati diffusi dalla CNA locale evidenziano come alcune località abbiano registrato perdite che raggiungono il 25%, un segnale preoccupante per un territorio che ha fatto del turismo uno dei pilastri della propria economia.

Per gli esponenti siracusani del M5S, l’aumento generalizzato dei prezzi rappresenta il principale fattore alla base di questo rallentamento. Strutture ricettive, ristoranti, bar e servizi di trasporto hanno registrato incrementi tariffari che stanno rendendo la destinazione siracusana meno competitiva rispetto ad altre mete italiane ed estere.

Il fenomeno colpisce un territorio che può vantare eccellenze riconosciute a livello internazionale. Noto, inserita nella lista UNESCO del Patrimonio dell’Umanità, e l’intero comprensorio che spazia da Marzamemi alle spiagge della costa, da Portopalo a Rosolini, fino ai centri montani come Palazzolo Acreide e alle riserve naturali della zona, costituiscono un patrimonio storico e paesaggistico di raro valore.

Anche Siracusa città, con la perla di Ortigia, non sfugge a questa dinamica negativa che sta interessando l’intera provincia.

La riduzione dei flussi turistici si traduce in effetti concreti per l’economia territoriale. Ristoratori, albergatori, commercianti, guide turistiche e tutti gli operatori del comparto stanno affrontando una stagione caratterizzata da ricavi inferiori alle aspettative e da crescenti difficoltà operative.

I lavoratori stagionali e le famiglie che dipendono dal turismo si trovano ad affrontare una situazione economica più difficile del previsto, in un momento già segnato dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita.

La CNA Siracusa ha definito questa fase come una “normalizzazione” del mercato turistico post-pandemico, ma il rischio è che questa tendenza si trasformi in una regressione strutturale se non si interviene con politiche adeguate.

Il fenomeno del caro prezzi non penalizza soltanto i visitatori, ma incide pesantemente anche sulla qualità della vita dei residenti. Molte famiglie si trovano costrette a rinunciare a momenti di svago come una cena fuori nel fine settimana, a causa dell’aumento dei costi nei locali della zona.

“Ci ritroviamo in una bolla, a tratti incontrollabile con un’inflazione galoppante e i governi sia regionale che nazionale non stanno facendo nulla per sostenere famiglie ed imprese in uno scenario di crisi peggiore del 2008”, osserva Corrado Fioretti, coordinatore del M5S Siracusa Sud.

La questione solleva un interrogativo di fondo: una politica dei prezzi che esclude i residenti dalla vita sociale ed economica del proprio territorio non può essere sostenibile nel lungo periodo.

Per invertire questa tendenza, emergono diverse proposte operative. Un monitoraggio costante dei prezzi nelle aree a vocazione turistica, attraverso la creazione di osservatori comunali dedicati al turismo sostenibile, potrebbe rappresentare un primo passo.

Si potrebbero inoltre prevedere incentivi per le strutture ricettive che adottano politiche tariffarie equilibrate, a vantaggio sia dei visitatori che dei cittadini. Un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta alla trasparenza e al controllo dei costi dei trasporti, soprattutto per i collegamenti con la Sicilia, oggi spesso inaccessibili per molte famiglie.

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