Misure cautelari personali nei confronti di due imprenditori e due professionisti indagati per bancarotta fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e autoriciclaggio.
Bancarotta fraudolenta, sottrazione al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. A rispondere delle accuse saranno 4 catanesi, due imprenditori e due professionisti, finiti nel mirino della Guardia di Finanza che ieri ha dato esecuzione a misure cautelari nei confronti dei 4. L’operazione è stata condotta su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, diretta dal procuratore Francesco Curcio.
Nel corso delle attività sono state sequestrate le quote societarie di quattro aziende, due compendi aziendali e ulteriori beni per un valore complessivo stimato in sei milioni di euro. Il provvedimento patrimoniale mira a impedire che i beni ritenuti frutto o strumento delle condotte illecite contestate possano essere ulteriormente movimentati o dispersi.
Il nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania ha ricostruito un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe permesso a imprenditori di origine cinese attivi nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e prodotti vari di liberarsi dai debiti accumulati con il fisco trasferendo le proprie attività a società di nuova costituzione, lasciando alle vecchie aziende i passivi e portando in quelle nuove soltanto gli asset produttivi.
Al centro dell’indagine ci sono la Oriente World Srl e la ditta individuale Chen Chunhua, entrambe con sede a Misterbianco e finite in liquidazione giudiziale per debiti nei confronti dell’erario quantificati in circa 10 milioni di euro. La figura ritenuta centrale è quella di Lin Fan, classe 1998, individuato come amministratore di fatto di entrambe le realtà. Nel caso della Oriente World, il ramo d’azienda sarebbe stato ceduto per 100mila euro — di cui solo 30mila effettivamente incassati — a fronte di un valore di mercato stimato in 1,5 milioni, a favore della GC Srl, società riconducibile allo stesso Lin Fan. Un meccanismo analogo sarebbe poi stato replicato con ulteriori passaggi verso la Six 2.0 e la G-Shop Srl, quest’ultima acquisita senza neppure un atto formale di trasferimento. Per la ditta Chen Chunhua, le indagini hanno accertato l’omissione sistematica del pagamento delle imposte e una distrazione di merce per oltre 2,5 milioni di euro.
A complicare il quadro investigativo è stata la mancata consegna della documentazione contabile. In questo contesto è emerso il coinvolgimento del commercialista catanese Natale Strano e del figlio Salvatore, titolare di una società di elaborazione dati che operava negli stessi uffici del padre. Secondo gli inquirenti, i due non si sarebbero limitati ad assistere i clienti nella normale attività professionale, ma avrebbero contribuito attivamente all’ideazione e alla realizzazione delle condotte fraudolente, con piena consapevolezza del ruolo di Lin Fan.
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’interdizione dall’esercizio dell’attività professionale per i due Strano e dell’attività imprenditoriale per Lin Fan e Chen Chunhua. È stato inoltre ordinato il sequestro preventivo di beni fino a 900mila euro, il sequestro delle quote di quattro società e degli interi compendi aziendali di due ditte, tutte affidate a un amministratore giudiziario. Per una delle società coinvolte nell’autoriciclaggio è previsto anche un capo di imputazione per responsabilità amministrativa dell’ente.







