La cagnolina, quasi cieca e sorda a 14 anni, viveva da oltre dodici anni nel quartiere di Lido Sacramento prima di essere ritrovata senza vita sui binari della ferrovia
SIRACUSA – Sono due le associazioni animaliste ammesse come parte civile nel processo per l’uccisione di Timida, la cagnolina di quartiere di Siracusa morta nell’aprile 2025 dopo essere stata allontanata dal luogo in cui viveva e ritrovata senza vita sui binari della ferrovia. Il Tribunale di Siracusa ha accolto le richieste presentate sia dall’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), ammessa nell’udienza predibattimentale davanti al Tribunale penale, sia da LNDC Animal Protection, che parteciperanno così al procedimento penale per chiedere l’accertamento delle responsabilità e una condanna esemplare.
La vicenda di Timida aveva profondamente colpito l’opinione pubblica. Aveva circa 14 anni, era quasi cieca e sorda, viveva da oltre dodici anni nel quartiere di Lido Sacramento ed era conosciuta e accudita come cane di quartiere da volontari e associazioni animaliste. Una presenza pacifica e amata da tutta la comunità, che non rappresentava alcun pericolo per nessuno.
Sono tre le persone finite a processo per la morte di Timida. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero agito con ruoli diversi e coordinati, con l’intento di rendere il luogo “più decoroso”: una serie di gravissimi fatti che vanno dalla distruzione dei ricoveri destinati ai cani e alla colonia felina presenti nell’area fino all’allontanamento degli animali, per arrivare infine all’uccisione della cagnolina.
La morte di Timida rappresenta l’episodio più drammatico dell’intera vicenda e il processo dovrà chiarire definitivamente come la cagnolina sia finita sui binari e se sia stata legata prima dell’arrivo del treno, come ipotizzato nel corso delle indagini.
L’Oipa è intervenuta sin da subito, mediante il proprio Ufficio Legale, per partecipare attivamente al procedimento ed è stata rappresentata nel processo dall’avvocato Agata Alemanno del foro di Siracusa.
“La morte di Timida è un fatto gravissimo, che ha scosso l’opinione pubblica non solo del mondo animalista e che rappresenta una totale mancanza di rispetto nei confronti della vita. Abbiamo deciso di costituirci parte civile per chiedere giustizia per Timida e per dar voce a tutti coloro che chiedono – e che giustamente pretendono – il rispetto di qualsiasi forma di vita. Auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili di tanta brutalità siano puniti ai sensi di legge”, dichiara l’avvocato Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio Legale Oipa Italia.
“Per Timida abbiamo promesso fin dal primo giorno che non ci saremmo fermati e oggi manteniamo quella promessa”, dichiara Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection. “L’ammissione della nostra parte civile è un passaggio fondamentale perché ci consentirà di rappresentare in aula gli interessi di un animale che non può più difendersi e di chiedere che venga riconosciuta tutta la gravità di quanto accaduto”.
LNDC Animal Protection seguirà il processo fino alla sua conclusione e ribadisce il proprio impegno a costituirsi parte civile in tutti i procedimenti più gravi riguardanti maltrattamenti e uccisioni di animali.
“Timida purtroppo non possiamo più salvarla”, conclude Rosati. “Ma possiamo e dobbiamo fare in modo che la sua morte non venga dimenticata e non resti impunita. Lo dobbiamo a lei e a tutti gli animali vittime della violenza umana”.












