Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil si riservano di intraprendere azioni più incisive se non dovessero essere coinvolti nei tavoli
“Il futuro del depuratore deve passare anche attraverso la concertazione con i sindacati di categoria”. Lo affermano i tre segretari territoriali di Filctem-Cgil Fiorenzo Amato, Femca-Cisl Alessandro Tripoli e Uiltec-Uil Giuseppe Di Natale.
La protesta nasce dopo la riunione con la Regione Siciliana, alla quale hanno partecipato i principali utenti industriali del depuratore, escludendo proprio i rappresentanti sindacali. Filctem, Femca e Uiltec chiedono con forza di essere coinvolti in una vicenda che riguarda direttamente una quarantina di lavoratori, ma le vicende e gli eventuali blocchi dell’impianto, impattano indirettamente su oltre 5.000 lavoratori dell’indotto industriale siracusano (comprese le aziende ISAB, Versalis, Sonatrach e Sasol).
Il futuro di Ias ha riacceso il dibattito proprio nel mese indicato per il progressivo distacco dei grandi utenti industriali. C’è in ballo il futuro della zona industriale siracusana. Per questo motivo, i tre sindacati dei chimici chiedono di essere convocati nei prossimi confronti sul depuratore, rivendicando il proprio ruolo, unici titolati a rappresentare i lavoratori. Se la Regione dovesse continuare a rimanere sorda, Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil si riservano di intraprendere azioni più incisive.












