Dal 18 al 20 settembre a SiciliaFiera la Fondazione sarà tra gli espositori: in vetrina il territorio e i nuovi progetti su cultura e turismo
“Luoghi da vivere” è una delle idee attorno a cui nasce il Wonder Festival, in programma dal 18 al 20 settembre a SiciliaFiera, a Misterbianco, e sarà anche la chiave con cui la Fondazione Museo Pino Valenti da Melilli porterà il territorio melillese dentro uno degli appuntamenti dedicati al lifestyle contemporaneo, al turismo, all’innovazione e alle nuove forme di tempo libero.
Tra i circa cento espositori annunciati dal festival ci sarà dunque anche la Fondazione, con l’obiettivo di presentare Melilli non come una destinazione da elencare, ma come un territorio da scoprire attraverso le sue storie, i suoi luoghi e i progetti che stanno prendendo forma.
Ed è proprio qui che la presenza della Fondazione trova una sua particolare coerenza. Il Wonder Festival ha costruito il proprio programma attorno a sei grandi aree – wellness, turismo esperienziale, innovazione e tecnologia, mobilità sostenibile, lifestyle e food, sport e outdoor – e propone un modello nel quale il pubblico non si limita a osservare, ma partecipa, prova e sperimenta. Un linguaggio che Melilli ha già cominciato a parlare.
La Pirrera come esperienza
Tra i luoghi che la Fondazione gestisce, tutela e valorizza c’è la Pirrera Sant’Antonio – Cava del Barocco, uno degli esempi più significativi di questo nuovo modo di raccontare il patrimonio. La cava, estesa per circa 2.500 metri quadrati, conserva imponenti volte che arrivano a 27 metri di altezza e una rete di gallerie scavate a mano dai “pirriaturi”.
Non è soltanto una cava storica. È un luogo nel quale geologia, archeologia industriale, memoria del lavoro e storia del territorio si sovrappongono. Dalla sua pietra calcarea bianca, estratta per secoli, arrivò anche il materiale utilizzato nella ricostruzione delle città barocche della Sicilia orientale dopo il terremoto del 1693.
Ed è soprattutto un luogo che negli ultimi mesi è stato trasformato in uno spazio nel quale la visita può diventare esperienza. Alla Pirrera sono arrivati teatro, scenografia, percorsi immersivi, iniziative dedicate alle famiglie e appuntamenti capaci di mettere in dialogo il patrimonio con linguaggi contemporanei. Da Miti dalla Cava, che ha portato tra gallerie e pilastri le scenografie del Maestro Tony Fanciullo, a Le Baccanti, fino a CAVEAT! Insoliti Ignoti, esperienza che ha trasformato la visita guidata in un’indagine teatrale e interattiva.
È una direzione precisa: non musealizzare il territorio, ma renderlo nuovamente vivo, comprensibile e soprattutto abitabile dal pubblico contemporaneo.
Melilli, oltre la cartolina
La partecipazione al Wonder Festival servirà quindi anche a presentare i progetti che la Fondazione sta sviluppando per il territorio. La missione comprende infatti la tutela e la valorizzazione di diversi luoghi di interesse di Melilli: dalla Pirrera all’Archivio Storico, dalla Biblioteca e dal Museo dei Fondi bibliotecari storici alla struttura Pios destinata a ospitare l’Ecomuseo, fino alla Grotta di Mastro Pietro, all’Acquedotto Monumentale, al Parco San Sebastiano e alla Sughereta. Parallelamente è in corso l’allestimento del Museo dedicato a Pino Valenti.
Una rete di luoghi che restituisce un’idea diversa del territorio: non un singolo monumento da visitare, ma un sistema di esperienze che può tenere insieme arte, paesaggio, cultura e turismo.
È lo stesso principio che ha guidato, nei mesi scorsi, anche ECOEXPO26, progetto della Fondazione pensato per raccontare Melilli come un patrimonio vivo, mettendo in relazione ambiente, cultura, economia e comunità.
Una vetrina, ma soprattutto un incontro
A Misterbianco, dunque, Melilli avrà l’occasione di entrare in contatto con un pubblico che cerca proprio questo: esperienze, luoghi, attività e nuove destinazioni da conoscere.
La Fondazione porterà con sé il racconto di Pino Valenti e del patrimonio culturale melillese, ma anche una parte di quel lavoro meno immediatamente visibile che riguarda la costruzione di una nuova relazione tra territorio e visitatori.
La Pirrera, in questo senso, è forse il caso più immediato. Una cava nata dal lavoro della pietra che oggi può diventare teatro, spazio culturale, luogo di incontro e destinazione turistica. Una trasformazione che dice molto di come possa cambiare il modo di intendere il patrimonio: un’avventura alla portata di tutti.
Ed è proprio questo che la Fondazione proverà a raccontare al Wonder Festival: un territorio che non chiede soltanto di essere visitato, ma che sta costruendo nuovi modi per farsi conoscere.












