Il deputato regionale replica alle dichiarazioni del presidente Giansiracusa, sollecitando un confronto istituzionale
Sulla complessa questione legata al futuro amministrativo ed economico dell’ex Provincia si accende il dibattito politico locale. Il deputato regionale Carlo Gilistro (Controcorrente) interviene con fermezza nel confronto relativo al Libero Consorzio Comunale di Siracusa , lanciando un appello al superamento delle polemiche a distanza e chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di confronto istituzionale.
La presa di posizione di Gilistro giunge a seguito delle recenti affermazioni del presidente dell’ente, Michelangelo Giansiracusa , che aveva qualificato come una provocazione le ipotesi relative a una riorganizzazione delle competenze provinciali tra i territori limitrofi di Catania e Ragusa.
“È arrivato il momento di mettere fine a questa botta e risposta a distanza, via social e senza contraddittorio”, dichiara il parlamentare all’ARS. “Se vogliamo parlare responsabilmente del futuro del Libero Consorzio di Siracusa , si dia avvio a un tavolo tecnico ; io sono pronto a fare la mia parte senza preclusioni. Le condizioni finanziarie dell’ente erano note a tutti prima delle candidature e non possono diventare un alibi per alimentare lo scontro”.
Il parlamentare di Controcorrente ha inoltre invitato il presidente dell’ente a coinvolgere nel dialogo i rappresentanti della maggioranza al governo regionale, ribadendo l’importanza di concentrare l’attenzione sui finanziamenti per Siracusa e sui risultati concreti già ottenuti per la comunità.
A supporto della propria posizione, Gilistro ha richiamato diversi emendamenti regionali promossi a favore dell’ex Provincia: dai 100 mila euro destinati alla Polizia provinciale per l’acquisto di telecamere contro l’abbandono dei rifiuti, ai 250 mila euro per la progettazione della riserva Ciane-Saline , fino alle somme stanziate per l’edilizia scolastica dell’istituto Juvara e del Liceo Gargallo .
“Sono fatti concreti e risorse economiche reali arrivate all’ente”, conclude Gilistro. “Per questo ritengo che, per discutere del futuro del territorio, sia più utile partire da ciò che è stato realizzato e da cosa è possibile fare concretamente, anziché cedere a divisioni o alla tentazione di smembrare competenze e uffici”.











