Cavallaro (FdI)chiede un confronto pubblico su Aretusacque
SIRACUSA – “Condivido l’iniziativa dell’onorevole Luca Cannata sulla necessità di fare chiarezza sulla natura giuridica di Aretusacque e sulle norme alle quali la società deve essere sottoposta. Non è una questione formale, perché da quella qualificazione discendono regole precise in materia di trasparenza, controlli, affidamenti e reclutamento del personale.” Lo dichiara il consigliere comunale Paolo Cavallaro.
“Ma oggi c’è un’emergenza che i cittadini stanno vivendo direttamente. Da domenica tante famiglie e attività di Ortigia sono senza una regolare erogazione dell’acqua. Ieri Aretusacque ha comunicato la conclusione delle riparazioni e il previsto ritorno alla normalità; questa mattina, invece, continuo a ricevere numerose segnalazioni di utenze ancora senz’acqua. Alcuni cittadini riferiscono persino di avere contattato il pronto intervento ricevendo conferma della conclusione dei lavori, senza però riuscire a comprendere perché il servizio non sia stato ripristinato.
Ma dove sono i servizi sostitutivi di emergenza? Dopo giorni di disservizi, numerosi cittadini lamentano di non avere visto autobotti a supporto delle zone rimaste senz’acqua!
Un guasto può accadere. Quello che preoccupa è la frequenza dei disservizi e, soprattutto, il tempo necessario per tornare alla normalità. Anche con Siam abbiamo conosciuto guasti e interruzioni, ma quanto sta accadendo negli ultimi mesi merita un approfondimento serio. Aretusacque gestisce il servizio dal 25 giugno e il tempo del noviziato è ormai finito.
Le criticità della rete sono note: vetustà delle condotte, blackout, colpi d’ariete. Adesso occorre passare dall’emergenza alla programmazione e questa programmazione deve essere pubblica e verificabile. La città deve conoscere i punti più fragili della rete, gli interventi strutturali già effettuati e quelli programmati, le priorità individuate e soprattutto i tempi previsti. Non possiamo apprendere ciò che si sta facendo soltanto in occasione dell’ennesimo guasto. Serve un vero cronoprogramma pubblico degli interventi, che consenta ai cittadini di sapere cosa si farà, dove e quando e, successivamente, di verificare ciò che è stato realmente realizzato.
Per questo rivolgo un appello affinché Aretusacque e Ati possano illustrare in Consiglio comunale lo stato della rete e il programma degli interventi. Sarebbe un momento di confronto e trasparenza, non un processo, e consentirebbe alla città di avere finalmente un quadro complessivo e verificabile.
Nel frattempo ci sono ristoranti, bar, alberghi e B&B che devono lavorare. A quale santo devono votarsi per avere un po’ di tranquillità? E quale impressione portano con sé i turisti che si ritrovano in una struttura senza acqua? Non è certamente un bel biglietto da visita per una città che vive di turismo.
La pazienza dei cittadini non può diventare la soluzione ai problemi della rete. Prima ancora dei comunicati sulla conclusione delle riparazioni, conta una cosa molto semplice: aprire il rubinetto e trovare l’acqua.”







