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SENTENZA

Portopalo, parcheggio all’ Isola delle Correnti: 3 condannati in primo grado

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Il Tribunale di Siracusa ha disposto sei mesi di arresto e 18 mila euro di ammenda con pena sospesa, il ripristino dei luoghi e il risarcimento al Comune parte civile. La difesa annuncia l’appello

Il Tribunale di Siracusa, in composizione monocratica, ha condannato ieri in primo grado Simone Gaetano Greco, Alex Greco e Paolino Greco per la vicenda del parcheggio a pagamento realizzato a servizio del Lido Scialai, nella zona di Isola delle Correnti, a Portopalo. La sentenza, pronunciata all’udienza del 29 ottobre, prevede la pena di sei mesi di arresto e 18 mila euro di ammenda, oltre al pagamento delle spese processuali, con esecuzione sospesa.

Nel procedimento erano contestati tre reati. Secondo l’accusa, i tre imputati, in quanto gestori dei terreni di Portopalo dei quali risultavano affittuari, avevano adibito a parcheggio a pagamento per i clienti dello stabilimento balneare i lotti ricadenti in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e inclusa nel sito Pantani della Sicilia Sud Orientale della Rete Natura 2000, cambiandone la destinazione d’uso da verde agricolo a commerciale senza titolo edilizio e senza l’autorizzazione della Soprintendenza. La condotta è stata accertata il 16 luglio 2022 e si è protratta fino al 28 settembre dello stesso anno, quando è stato eseguito il sequestro preventivo dell’area. Simone Gaetano Greco è il rappresentante legale della società titolare dello stabilimento, Alex Greco il responsabile dell’area parcheggio e Paolino Greco l’ingegnere progettista.

I giudici hanno riconosciuto la responsabilità degli imputati per i primi due reati, relativi all’abuso edilizio e alla violazione del vincolo paesaggistico, uniti dalla continuazione. Il terzo capo, che riguardava la distruzione o l’alterazione delle bellezze naturali della macchia mediterranea, si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste. La sentenza ordina inoltre il  ripristino dello stato dei luoghi a spese dei condannati, se non già eseguita e per quanto ancora possibile, e li condanna a risarcire i danni al Comune di Portopalo, costituito parte civile, da quantificare in un separato giudizio civile, oltre alle spese legali liquidate in oltre 2 mila euro più oneri di legge. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.

Per il Comune, parte civile, l’avvocato Giuseppe Cultrera ha espresso soddisfazione per la decisione. “Pur trattandosi di una sentenza di primo grado, siamo soddisfatti del risultato che rende giustizia, in primis, a uno dei territori più belli dell’Italia intera. Il diritto del cittadino di godere appieno delle bellezze naturali non può essere ostacolato dall’ingordigia plutonica di un singolo cittadino in danno di altri. La Giustizia ha trionfato”, ha dichiarato.

La difesa degli imputati, affidata all’avvocato Giuseppe Gurrieri, ha invece replicato sottolineando il risultato parziale ottenuto in aula. “È fondamentale evidenziare che, già in questo primo grado di giudizio, gli imputati sono stati assolti dal reato di aver causato danni alla macchia mediterranea, ridimensionando l’impianto accusatorio originario”, ha spiegato il legale, definendo “assolutamente fuori luogo e inappropriate” le espressioni usate dal difensore del Comune. “Parlare di ingordigia del singolo è del tutto scorretto e non rispecchia la realtà dei fatti. L’iniziativa dei miei assistiti è nata dall’intento di fornire un servizio essenziale a favore dei fruitori del mare e dei bagnanti in generale, operando sempre nel pieno rispetto delle normative che regolano la materia sia paesaggistica sia sulla destinazione urbanistica dei terreni di proprietà privata”, ha aggiunto.

Gurrieri ha inoltre ricordato che l’uso dell’area come parcheggio sarebbe stato il frutto di un regolare iter autorizzativo, concluso con i nulla osta della Soprintendenza e dello stesso Comune di Portopalo, e che già nel 2022 il Tribunale del Riesame aveva revocato il sequestro preventivo proprio per l’esistenza di queste autorizzazioni e per la buona fede dei proprietari. Il difensore ha richiamato anche l’invito rivolto qualche settimana fa dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Siracusa a evitare toni trionfalistici nei rapporti con la stampa, osservando che si tratta di reati contravvenzionali. “Attendiamo con serenità il deposito delle motivazioni, all’esito del quale proporremo certamente appello. Vi sono infatti più che fondate ragioni giuridiche e documentali per ritenere i miei assistiti totalmente estranei a ogni genere di violazione di natura penale”, ha concluso.

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