Presentato al salone nautico di Castellammare lo studio di Assonautica Palermo e di Oties, che registra 1.712 imprese nella filiera nel primo trimestre 2026, 6.239 addetti, un record di 17.914 posti barca e più patenti nautiche. Siracusa si piazza al quarto posto tra le città siciliane
La Sicilia è tra le regioni italiane con la maggiore incidenza dell’economia del mare: le imprese blu rappresentano il 6,8% del totale regionale, il che pone l’isola al terzo posto a livello nazionale, dopo Liguria e Sardegna. È quanto emerge dal report sul turismo nautico in Sicilia di Assonautica Palermo, realizzato in collaborazione con l’Osservatorio sul turismo delle isole europee (Otie), presentato in mattinata nel corso della nona edizione del Seacily, il salone nautico in programma a Castellammare del Golfo fino a domenica.
Lo studio, curato da Martina Nuccio e coordinato da Giovanni Ruggieri, docente di Economia del turismo all’Università di Palermo e presidente dell’Otie, inquadra la nautica siciliana nel contesto più ampio dell’economia del mare italiana. Sono esaminati imprese, occupazione, infrastrutture, portualità, patenti nautiche e charter.
Nel Mezzogiorno e nelle Isole prevalgono i comparti dell’alloggio e della ristorazione, delle attività sportive e ricreative e della filiera ittica. Tra le province italiane con più imprese della Blue Economy figurano Palermo, con 7.666 imprese, che è la prima siciliana e la sesta a livello nazionale, e Catania, con 5.511. Le imprese blu guidate da under 35 sono 20.914, pari all’8,2% del totale nazionale; quelle a conduzione femminile sono 56.811, il 22,4%, e quelle a conduzione straniera 19.982, il 7,9%.
La filiera nautica siciliana contava 1.779 imprese nel 2022, scese a 1.713 nel 2024 e a 1.671 nel 2025. Nel primo trimestre 2026 il numero risale a 1.712, a conferma di una sostanziale stabilità. Palermo e Messina, seguite da Catania, sono i principali poli e concentrano circa metà delle imprese. Nel primo trimestre 2026 si contano 499 imprese nella manutenzione, riparazione e refit, 450 nella manifattura e subfornitura, 363 nel turismo nautico, 213 nella cantieristica e 187 nel commercio. Tra il 2022 e il 2025 solo la manutenzione, riparazione e refit cresce con continuità, da 449 a 512 imprese. La provincia di Siracusa conta 695 addetti nella filiera nautica e si colloca al quarto posto in Sicilia. Mentre nel comparto del turismo nautico Siracusa sale a 135 addetti e si posiziona al terzo posto regionale.
“La struttura imprenditoriale della filiera appare caratterizzata da una forte presenza di microimprese -, spiega Ruggieri -. Al nord abbiamo la maggiore produzione, nel Sud e in Sicilia la nautica è più legata al turismo. Registriamo, tra l’altro, un incremento di patenti nautiche, un fatto positivo che significa nuove persone che vanno per mare”. Il professore aggiunge che nel 2025 oltre il 76% delle imprese ha un valore della produzione pari o inferiore a centomila euro. Tra il 2024 e il 2025 il numero complessivo è diminuito di 42 unità, ma nella fascia fino a centomila euro si registra una tenuta, con tre imprese in più, da 1.276 a 1.279.
Sul fronte occupazionale, nel 2025 la filiera conta 6.239 addetti, dopo i 6.341 del 2024. La manutenzione, riparazione e refit ne impiega 2.224, il 35,6% del totale, ed è il principale motore occupazionale. Seguono la manifattura e subfornitura con 1.708 addetti, la cantieristica con 982 e il turismo nautico con 970. Palermo è prima con 1.786 addetti, poi Messina con 1.437 e Catania con 771. Siracusa raggiunge i 695 addetti, davanti a Ragusa con 486, Trapani con 469, Caltanissetta con 300 e Agrigento con 273.
Il turismo nautico comprende soprattutto charter, noleggio e rimessaggio. Palermo resta prima per numero di imprese, anche se scende da 104 a 102. Quanto agli addetti, Palermo ne conta circa 250, Catania 187, Siracusa sale a 135, Ragusa scende a 89 e Caltanissetta passa da 17 a 32 rispetto al 2022. Il report lo descrive come un comparto frammentato ma vitale e in ripresa.
Nel 2025 la Sicilia raggiunge il record di 17.914 posti barca. Nei porti turistici i posti passano da 4.585 a 3.847 tra il 2022 e il 2025, con una ripresa di 798 posti nell’ultimo anno. Gli approdi turistici arrivano a 5.670 posti e i punti di ormeggio crescono di oltre 1.300. Migliorano anche i servizi, in particolare attracco, acqua, energia elettrica, vigilanza, informazioni turistiche e parcheggi, mentre quelli igienici restano su livelli elevati e stabili.
Aumentano le patenti nautiche rilasciate per la prima volta, 393 in più rispetto al 2023, mentre calano rinnovi e sostituzioni. In Italia nel 2025 sono state rilasciate 15.279 nuove patenti, con un aumento del 2,5%, e la Sicilia è seconda a livello nazionale con 1.887 rilasci.
Un’indagine pilota dell’Otie sui principali operatori siciliani del charter indica flotte da 3 a 7 imbarcazioni per le realtà più piccole e da 18 a 20 per le più strutturate, con una gestione da 34 a 210 posti barca. Il 75% degli intervistati svolge soprattutto bareboat, cioè noleggio senza equipaggio, e il 25% noleggio con skipper. La clientela internazionale pesa generalmente tra il 61% e l’80% della domanda, quella italiana tra il 21% e il 40%. Il mercato è molto stagionale, con i volumi concentrati a luglio e agosto: gli stranieri prenotano con maggiore anticipo, gli italiani più a ridosso della partenza. Il rapporto segnala una limitata integrazione con le filiere locali: tutti gli intervistati esternalizzano il rifornimento della cambusa e nessuno dispone di una licenza di agenzia di viaggio. Da qui l’indicazione di rafforzare i legami con produttori locali, ristorazione, transfer, escursioni, cultura ed enogastronomia.
Nel quadro nazionale, la Blue Economy conta nel 2025 oltre 253 mila imprese, il 4,3% del sistema imprenditoriale, e nel 2024 ha generato un impatto economico complessivo di 224,9 miliardi di euro, di cui 78,9 di valore aggiunto diretto. L’industria nautica italiana ha raggiunto nel 2025 un fatturato di 8,72 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% sul 2024 e dell’82% sul 2019. Il 78,5% della produzione, circa 6,02 miliardi, è destinato all’estero. Il parco nautico è composto per il 70,5% da imbarcazioni a motore, con circa 43 unità ogni 100 posti barca. La distribuzione dei posti è disomogenea: circa 70 per chilometro di costa al Nord, 31 al Centro e 14 nel Mezzogiorno.
Alla giornata del Seacily nel porto di Castellammare hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Ciulla, presidente di Assonautica Palermo, Ignazio Artese, presidente della Rete nautica del Mediterraneo, il sindaco Giuseppe Fausto, il senatore Raoul Russo, componente dell’intergruppo parlamentare sull’economia del mare, Toti Piscopo, presidente di Travelexpo, Masino Lombardo, presidente di Sicilia CoopCulture, Vincenzo Sole, presidente di Assoturismo Confesercenti, Simone Panfiglio del distretto NavTec e Renato Marconi, presidente di Marinedì.







