Secondo il rapporto presentato al Seacily di Castellammare del Golfo la provincia è decima in Italia con l’11,9% di addetti, mentre la Sicilia cresce più della media nazionale con 7,2 miliardi di valore aggiunto e 122.800 addetti
Siracusa è la prima provincia siciliana per incidenza dei lavoratori dell’economia del mare sull’occupazione complessiva e la decima in Italia, con l’11,9%. Segue Trapani, undicesima a livello nazionale con l’11,6%. Entrambe superano nettamente la media siciliana del 7,4% e quella italiana del 4,3%. Messina presenta un’incidenza dell’8,8% (diciottesima in Italia) e Palermo dell’8,4% (venticinquesima). È quanto emerge dal rapporto “Focus regionale – L’economia del mare in Sicilia”, elaborato dal Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, da Unioncamere e da OsserMare, presentato oggi al Seacily, il salone nautico in programma a Castellammare del Golfo fino a domenica.
Nel quadro nazionale, le province con la maggiore incidenza occupazionale sono Livorno (18,9%), Genova (16,2%), La Spezia (15,8%), Trieste (15,3%) e Rimini (14,7%). Il rapporto sottolinea come Siracusa e Trapani abbiano una caratterizzazione marittima particolarmente marcata rispetto alla dimensione complessiva dei rispettivi mercati del lavoro. In valori assoluti guida Palermo con 34.769 occupati, il 28,3% dei lavoratori blu dell’Isola, davanti a Catania con 21.326 (17,4%) e Messina con 18.770 (15,3%): le tre province raccolgono circa il 61% dell’occupazione regionale del comparto.
Nel complesso, nel 2024 l’economia del mare siciliana ha generato 7,2 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 7% dell’economia regionale contro il 4% dell’Italia. Rispetto al 2023 la crescita è stata del 14,1%, quasi quattro volte il 3,8% nazionale. Gli occupati sono stati 122.800, con un aumento del 16,4% sull’anno precedente, a fronte del 4,2% in Italia, e rappresentano il 7,4% dell’occupazione regionale, 3,1 punti percentuali sopra la media nazionale.
La Sicilia è quinta in Italia per incidenza del valore aggiunto del comparto sull’economia locale, dopo Liguria (14,4%), Sardegna (7,5%), Friuli-Venezia Giulia (7,3%) e Campania (7,1%). È quarta per peso dell’occupazione, dietro Liguria, Sardegna e Lazio, e terza per incidenza delle imprese, il 6,8%, dopo Liguria e Sardegna.
La struttura del comparto è concentrata in due ambiti. La movimentazione di merci e passeggeri via mare vale 2,63 miliardi di euro, il 36,7% del totale, e i servizi di alloggio e ristorazione 2,6 miliardi, il 36,3%: insieme generano circa il 73% del valore aggiunto. Seguono ricerca, regolamentazione e tutela ambientale con 553,3 milioni (7,7%), cantieristica con 500,5 milioni (7%), attività sportive e ricreative con 449,2 milioni (6,3%), filiera ittica con 402,2 milioni (5,6%) e industria delle estrazioni marine con 23,3 milioni (0,3%).
Nel 2025 le imprese siciliane dell’economia del mare sono 31.369, il 6,8% del totale regionale. Quelle femminili sono 7.693, il 24,5% del comparto, le giovanili 3.090 (9,8%) e le straniere 1.499 (4,8%). Palermo ne concentra 7.666, il 24,4% del totale, seguita da Catania con 5.511 (17,6%), Messina con 5.465 (17,4%) e Trapani con 4.583 (14,6%).
Sul fronte del commercio estero, secondo i dati provvisori del 2025, l’export dell’economia del mare siciliana ha raggiunto 564,9 milioni di euro, a fronte di importazioni per 373,4 milioni, con un saldo positivo di 191,5 milioni. La cantieristica è il principale motore, con esportazioni per 474,5 milioni e un saldo positivo di 449,9 milioni. La filiera ittica esporta per 90,4 milioni e importa per 348,9 milioni, con un saldo negativo di 258,4 milioni. Il rapporto segnala il contributo della provincia di Palermo, dove l’export di navi e imbarcazioni è passato da poco più di 9 milioni nel 2024 a quasi 456 milioni nel 2025, un dato da leggere tenendo conto della sua specificità e del carattere provvisorio.
Nel corso della mattinata sono intervenuti Giuseppe Fausto, sindaco di Castellammare del Golfo, Guglielmo Cassone, comandante in seconda della Direzione Marittima Capitaneria di Porto di Palermo, Francesco Di Filippo, vice presidente vicario nazionale di Assonautica Italiana, Ignazio Artese, presidente di Rete Nautica del Mediterraneo, Gaspare Vitrano, presidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna, Gaetano Fortunato, consigliere di presidenza di Confindustria Nautica, Giampiero Cappellino, direttore del Gal Pesca Trapanese, Giuseppe Tisci, consigliere nazionale della Lega Navale Italiana e presidente della VII Zona Fiv Sicilia, Vincenzo Geloso, vicepresidente vicario di Cna Palermo e direttore di Artigiancredito Sicilia, e Andrea Ciulla, presidente di Assonautica Palermo.







