[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Cenzina Salemi”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_video link=”https://youtu.be/P7GbanbgaVE”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]In termini tecnici si chiama dealcolazione. Ovvero togliere l’alcol dal vino ed aggiungere acqua. E’ l’ultima trovata di Bruxelles per il settore enologico già sotto attacco con la proposta di introdurre etichette allarmanti per scoraggiarne il consumo previste nella Comunicazione sul “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei.
Sul piede di guerra la Coldiretti nell’apprendere i contenuti del documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Ue in cui viene affrontata la pratica della dealcolazione parziale e totale dei vini. La proposta prevede di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine.
“In questo modo – spiega Coldiretti – viene permesso ancora di chiamare vino, un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]






