Rifiuti, Italia: “Sanzioni più dure per chi sporca e interventi sulle scuole che non differenziano”

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Il primo cittadino di Siracusa fa il punto sulla situazione della lotta all’abbandono di rifiuti, svelando anche inattese criticità sulla differenziata in alcune scuole

Il Comune di Siracusa continua la sua battaglia contro l’abbandono abusivo dei rifiuti. La lotta ai cosiddetti “sporcaccioni”, infatti, non solo non si ferma ma si arricchisce anche di nuovi strumenti sanzionatori, nella speranza che possano fungere da ulteriore deterrente.

“Abbiamo provato a contrastare il fenomeno delle discariche abusive – sottolinea il sindaco italia a SiracusaPress – nonostante le difficoltà legate al numero di agenti disponibili. Adesso abbiamo anche approvato in Giunta l’applicazione di una sanzione ulteriore, che riguarda la confisca dei mezzi che vengono impiegati per compiere l’atto illecito dell’abbandono di rifiuti”.

“In poche parole – spiega il sindaco – chi si mette in macchina e va a buttare abusivamente un sacchetto di immondizia per strada, se viene beccato subisce la multa e la confisca della sua auto. Non vedo l’ora che questo accada, non perché sono un fautore della repressione, ma perché credo che, se ci sono cittadini irredimibili che continuano a sporcare il nostro territorio, essi vadano sanzionati con il massimo della severità possibile. Questa è una ulteriore dimostrazione che noi abbiamo tolleranza zero verso chi conferisce abusivamente i rifiuti, a maggior ragione davanti a un servizio di raccolta differenziata che funziona molto bene”.

I comportamenti incivili dei cittadini che abbandonano rifiuti di ogni genere per strada sono anche un peso, a livello economico, per il Comune e per la comunità di cittadini. Perché le bonifiche costano, così come il conferimento dei rifiuti delle aree bonificate: “Al di là del costo delle bonifiche, il tema è che l’indifferenziato costa di più di tutte le altre frazioni di rifiuto. Poiché quello che si conferisce illegittimamente è indifferenziato, di fatto esso produce un costo ulteriore anche in termini di smaltimento”.

E il problema, a quanto pare, riguarda tutta la città, compresi quegli attori che dovrebbero distinguersi per etica e correttezza di comportamento e che, invece, finiscono per sbagliare e per dare il cattivo esempio: “Ultimamente – conclude Italia – abbiamo ricevuto, dagli operatori stessi, segnalazioni sul fatto che alcuni istituti scolastici non conferiscono il rifiuto in maniera differenziata. Questo è doppiamente deprecabile, anche perché le scuole, di solito, sono molto avanti rispetto all’educazione civica e a quello che viene poi insegnato ai nostri ragazzi. Pertanto non è accettabile che proprio gli istituti scolastici non differenzino. Certamente stiamo intervenendo, perché evidentemente la sensibilizzazione non è mai troppa. Nessuno, soprattutto a scuola, può pensare di dare questo esempio ai ragazzi e alla città in generale”.

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