La terra trema ancora e nei siracusani si risveglia il ricordo della notte di Santa Lucia

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Tutte le volte che la terra trema, i siracusani che hanno almeno 40 anni, i bimbi del 1990, tornano indietro ad una delle notti più strane della loro vita.

La scossa che stanotte ha colpito Malta, alle 00.19 con magnitudo 5.5 è stata chiaramente avvertita anche dalla popolazione costiera in Sicilia orientale e i ricordi, immediatamente, sono tornati a quella notte del 13 dicembre 1990.

Il sottoscritto aveva 9 anni e dormiva, con la sorellina di 5, beatamente già da qualche ora. Il ricordo comincia con mamma trafelata che ci svegliava, nascondendo malamente la sua agitazione ma dicendoci subito la verità, ovvero che c’era stato un terremoto. 

Noi non avevamo sentito nulla e quindi eravamo sotto shock non per il terremoto, ma per il brusco risveglio; alzando lo sguardo per un attimo però, notammo chiaramente il nostro lampadario che ondeggiava, come se qualcuno lo avesse spinto di proposito.

Mamma non ci tolse neppure il pigiama, ma ci vestì in maniera pesante, perché faceva freddo; insieme a nostro padre scendemmo in strada e trovammo una marea di persone, tra cui molti amici; la via era letteralmente colma di gente terrorizzata, noi ci mettemmo in auto e raggiungemmo i nonni che nel frattempo si stavano preparando; la meta comune era, come poi scoprii fece mezza Siracusa, la casa in campagna, più sicura perché antisismica e costruita a pian terreno.

Detto oggi forse la cosa fa sorridere, ma noi bambini non vivemmo quella notte con paura, più che altro con spirito di avventura, anche perché, per un malaugurato caso, un blackout in campagna ci impedì di informarci sulla situazione tramite le Tv locali, allora in prima linea, visto che smartphone e internet sarebbero arrivati soltanto qualche anno dopo. E così si fantasticava sulle reali conseguenze di quel sisma, temendo sopratutto per la parte più antica della città.

Passammo la notte lì ma nella tarda mattinata decidemmo di rientrare nelle nostre case, anche perché, per fortuna, non avevano subito alcun danno; forse la scelta non fu prudente ma noi bambini tornammo a dormire tranquillamente, mentre gli adulti restarono per settimane in allerta terremoto; la scossetta di assestamento della domenica pomeriggio successiva provocò un’altra fuga in strada e un altro rientro pochi minuti dopo. Le scuole chiusero prima per le necessarie verifiche di sicurezza e ottenemmo così le più lunghe vacanze di Natale mai avute.

Insomma, nessuno shock effettivo per chi allora era un bambino e aveva avuto la fortuna di restare con la propria casa illesa; diversa fu invece la situazione soprattutto a Carlentini e Lentini, con 17 vittime e centinaia di sfollati che per decenni vissero nei container, ricordando per sempre la notte del terremoto di Santa Lucia.

 

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