Il gesto d’amore dei netini Belfiore e Valsavoia: regalato alla città lo stemma in versione digitale
I netini Vincenzo Belfiore e Corrado Valsavoia hanno regalato, nei giorni scorsi, il logo della città di Noto al Sindaco Corrado Figura. Sarà a disposizione di tutti i cittadini, in formato digitale e in alta qualità vettoriale, compresa la versione affiancata dai loghi UNESCO.
Si tratta dell’identico stemma che si usa da secoli, in versione social-friendly.
La formazione e l’evoluzione dello stemma di Noto è stata presentato dal Dott. Belfiore, appassionato di studi araldici, in una conferenza organizzata, nelle scorse settimana, dalla Pro Loco di Noto guidata da Piero Giarratana. Un viaggio, lungo mille anni, che incrocia la storia dell’antica Città demaniale con le sue infeudazioni a prìncipi di sangue reale, insigniti del titolo di “spettanza” di Duca di Noto, cioè a quei prìncipi in linea di successione alla corona del regno, si sono ricostruiti i titoli della Città e gli ornamenti dello stemma.
Attraverso lo studio di statue, bassorilievi, documenti, cartografie e atti, in cui lo stemma firmava e documentava la volontà del senato cittadino, se ne è ripercorsa l’evoluzione stilistica. Un semplice, ma epico, scudo crociato, una croce bianca in campo rosso, che ha rappresentato la città probabilmente dal XIV secolo, una corona ducale dal 1503 lo sormonta.
Dalla metà dell’ Ottocento lo scudo è portato da un aquila ad ali spiegate che stringe tra gli artigli l’acronimo latino del senato civico: SPQN.
“Quello che noi chiamiamo logo – afferma lo storico Vincenzo Belfiore -, è lo stemma civico che si è formato in mille anni di vicende e rappresenta l’identità della nostra comunità. Corrado Valsavoia lo ha splendidamente attualizzato per la comunicazione di questo millennio”.






