Il coportavoce AVS chiede chiarimenti su costi, potature, criticità fitosanitarie e gestione RTI dopo la nota dell’Assessore Aloschi e del Dirigente Fortunato
Prosegue il dibattito sull’appalto per la manutenzione del verde pubblico a Siracusa, dopo il comunicato diffuso dall’Assessore Luciano Aloschi e dal Dirigente Emanuele Fortunato per chiarire alcuni aspetti tecnici e l’integrazione di bilancio da 63 mila euro approvata nei giorni scorsi dal Consiglio comunale.
Sulla vicenda interviene il coportavoce provinciale di Europa Verde – AVS, Salvo La Delfa, che formula una serie di domande e richieste di chiarimento rivolte all’Amministrazione.
“Stupore e interrogativi” sul chiarimento dell’Amministrazione
Secondo La Delfa, il comunicato dell’Assessore e del Dirigente “desta stupore e interrogativi”, sia per la genericità delle affermazioni sia per la motivazione fornita all’integrazione dei 63 mila euro, ritenuta una giustificazione a un ulteriore esborso “a carico dei contribuenti”, cui sommare i 17 mila euro stanziati nel dicembre 2024.
L’esponente di Europa Verde contesta che l’incremento venga ricondotto alla presunta insufficienza delle somme previste dall’appalto per far fronte alle “effettive esigenze per la manutenzione del verde pubblico”, e chiede cosa sia variato rispetto al momento in cui furono predisposti CSA, disciplinare di gara, procedura e aggiudicazione alla RTI.
Domanda inoltre perché si rendano necessarie ulteriori potature rispetto a quanto già previsto dal capitolato.
Applicazione del CSA e costi aggiuntivi
La Delfa richiama l’articolo 6 del CSA, che include l’aggiunta di nuove aree o ampliamenti entro il 5% delle superfici senza costi aggiuntivi, e il titolo 22 che prevede, sempre senza oneri ulteriori, la potatura di alberi e palme stradali e l’abbattimento di esemplari non più vegeti.
Da qui la richiesta di spiegazioni sul motivo per cui tali previsioni non sarebbero state applicate.
Offerta tecnica della RTI e ribasso del 43,87%
La Delfa chiede se sia possibile visionare l’offerta tecnica della RTI, “mai pubblicata”, ricordando che l’impresa ha ottenuto 68,091 punti su 80, rispondendo quasi integralmente ai criteri e sub-criteri del disciplinare.
Sottolinea inoltre che la RTI ha presentato il ribasso più basso, pari al 43,87%, e domanda perché abbia partecipato alla gara “se non riteneva congruo quanto previsto dall’appalto”.
Domanda anche perché “devono essere chiamati a pagare sempre i cittadini dell’incapacità gestionale di altri”.
Il disciplinare e le economie di scala
La Delfa cita il capitolo 3 del disciplinare, che definiva il nuovo appalto a lotto unico come migliorativo in termini di “raggiungimento degli obiettivi prestazionali”, gestione e possibilità di conseguire “economie di scala”.
Domanda come tali economie possano essere realmente ottenute “se ogni anno è necessario integrare con ulteriori somme” e quali diversificazioni agronomiche qualitative e quantitative possano risultare.
Le criticità fitosanitarie e il punteruolo rosso
La nota dell’Assessore e del Dirigente indica che l’integrazione di 63 mila euro sarà destinata anche alle “criticità fitosanitarie” legate al parassita delle palme.
La Delfa chiede come, nello specifico, tali somme saranno utilizzate: solo per potature, per rimozioni, oppure anche per trattamenti endoterapici. Chiede inoltre se sia stato effettuato un monitoraggio o un censimento del patrimonio palmicolo e se esista un progetto preliminare di intervento.
Il caso delle palme di via Columba
Nel corso della seduta consiliare, l’Assessore aveva fatto riferimento alla necessità urgente di potare le palme di via Columba, ritenute in condizioni critiche per rischio di cedimenti.
La Delfa afferma di avere verificato le programmazioni settimanali pubblicate sul portale comunale e segnala che via Columba avrebbe ricevuto almeno cinque tornate di interventi tra marzo e settembre.
Sulla base di questi dati domanda “perché, nonostante questi interventi anche recenti, le palme sono ancora in condizioni così critiche”.
Richiesta di trasparenza sulle coperture di bilancio
La Delfa chiede anche di conoscere quali siano state le “minori spese e i risparmi dal programma ‘Tutela e valorizzazione Risorse Idriche’” utilizzati per coprire lo stanziamento dei 63 mila euro.
“Il verde pubblico non è materia di contrapposizione”
Nella parte finale della nota, La Delfa afferma che il verde pubblico non dovrebbe essere oggetto di contrapposizione, ma un servizio essenziale che “merita rispetto e una gestione responsabile”.
Sottolinea però che ciò non impedisce di “chiedere chiarimenti, porre domande, pretendere risposte puntuali, esigere trasparenza e svolgere un controllo politico-amministrativo nell’esclusivo interesse pubblico”, al fine di garantire un servizio “di alta qualità e a un costo contenuto”.












