I consiglieri Lupo e Cavallo: “Inesatto dire che nasce dal Piano Regionale, in origine era a Priolo. E sui costi, si ignora l’impianto della Sicula”
Arriva la dura replica dei consiglieri provinciali di Fratelli d’Italia, Giuseppe Lupo e Saro Cavallo, alle recenti dichiarazioni del Presidente dell’ATO SRR di Siracusa in merito all’impianto TMB di Melilli. Secondo gli esponenti di FdI, la ricostruzione fornita dal presidente dell’autorità dei rifiuti è “inesatta” e basata su premesse errate.
1. Errore di competenza
Il primo punto contestato da FdI riguarda chi ha la competenza decisionale. «La geografia degli impianti», affermano Lupo e Cavallo, «è di competenza dell’assemblea dell’ATO e del Piano d’Ambito». Accusano quindi l’ATO di aver commesso un «originario errore nel delegare il Comune a curarne la realizzazione», spogliando l’assemblea dei sindaci delle sue prerogative.
2. La localizzazione: “Spostata da Priolo su richiesta di Melilli”
FdI smentisce categoricamente che la localizzazione dell’impianto a Melilli abbia origine dal Piano Regionale dei Rifiuti del 2024. «È inesatto», dichiarano i consiglieri. «Nella versione del piano sottoposta a VAS (Valutazione Ambientale Strategica), la localizzazione era a Priolo Gargallo».
Secondo la loro ricostruzione, l’impianto è stato spostato «solo a seguito di richiesta del Comune di Melilli del maggio 2024». La conclusione è netta: «Tutto ha quindi origine a livello Comunale ed il Piano Regionale, con il voto decisivo della commissione ambiente ed il silenzio dell’ATO, ne ha avallato lo spostamento».
3. L’argomento costi: “Si ignora l’impianto esistente”
Fratelli d’Italia contesta anche la tesi secondo cui la rinuncia all’opera comporterebbe un aumento dei costi di smaltimento per la provincia. Il Presidente ATO, secondo i consiglieri, «non tiene conto del fatto che esiste già un impianto TMB nel nostro territorio, che è quello della Sicula».
Inoltre, una valutazione seria dovrebbe considerare anche i «costi ambientali ed i rischi di incidente rilevante», oltre alle «criticità che stanno emergendo sulla individuazione delle aree e loro titolarità».
L’appello di FDI
L’intervento si conclude con un appello diretto: «È opportuno che il Presidente dell’ATO conformi il proprio ruolo a tutela degli interessi che la legge affida all’ATO stessa, che sono generali e di tutta la provincia».












