La segretaria cittadina Matilde Di Giovanni spinge per un presidio interforze e lancia un monito all’amministrazione: «Inutile offendersi per le classifiche negative sulla qualità della vita, servono interventi per non sprofondare nel caos»
Con un documento ufficiale, fortemente ispirato dall’attenzione al territorio e ai bisogni reali della città espressa dal consigliere Angelo Greco, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha acceso violentemente i riflettori sullo stato di degrado in cui versa la Borgata di Siracusa.
La mozione, sottoscritta dai consiglieri comunali Sara Zappulla, Massimo Milazzo e dallo stesso Greco, descrive una situazione emergenziale che richiede risposte immediate e strutturate, non più rinviabili.
La segretaria cittadina del PD, l’avvocato Matilde Di Giovanni, ha rimarcato come l’area necessiti da troppo tempo di un intervento coordinato, proponendo l’istituzione di un presidio interforze permanente. L’obiettivo è quello di arginare gli eccessi e i “bollenti spiriti” di una malamovida incontrollata che mette a dura prova la serenità dei residenti.
Se da un lato il PD riconosce il valore delle attività già in dote ai corpi dello Stato, dall’altro evidenzia come l’attuale dispositivo non sia più sufficiente a garantire la normale convivenza civile.
I dem tracciano un quadro preciso delle priorità per il quartiere:
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Il lavoro sul campo: Polizia, Carabinieri e Vigili Urbani sono già meritoriamente impegnati nel tentativo di mantenere l’ordine pubblico ed evitare episodi di violenza urbana;
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La necessità di un upgrade: per assicurare a tutti i cittadini, residenti e visitatori, adeguati standard di sicurezza, è indispensabile uno sforzo suppletivo da parte delle istituzioni della prefettura;
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Il nodo della qualità della vita: Siracusa si situa da anni nei gradini più bassi delle classifiche nazionali. Secondo il PD, invece di contestare i criteri dei sondaggi o offendersi per lesa maestà, l’amministrazione dovrebbe agire sui problemi reali.
«All’azione costante delle forze dell’ordine, che reputiamo indispensabile, si deve accompagnare un piano lungimirante di politiche sociali che si innervino nel tessuto della Borgata di Siracusa e investano l’intero territorio comunale» – ha spiegato la segretaria cittadina Matilde Di Giovanni.
La ricetta della segreteria cittadina e del gruppo consiliare per evitare che la città sprofondi nel caos sociale si articola su interventi urbanistici, economici e regolamentari ben precisi.
Viene chiesto agli amministratori comunali di sedersi immediatamente attorno a un tavolo di concertazione che veda la partecipazione attiva di enti del terzo settore, associazioni di categoria e forze politiche.
Il piano d’azione deve prevedere la rigida regolamentazione della vendita di alcolici dopo un determinato orario notturno, ma anche una massiccia dose di politiche sociali. L’obiettivo è la creazione di spazi pubblici di ritrovo attrezzati, capaci di trasformare Siracusa in una città moderna e a misura di bambini e famiglie, facendo tesoro delle migliori esperienze già collaudate in altre realtà urbane europee.
Le criticità della Borgata affondano le proprie radici nello smantellamento progressivo dei servizi pubblici di prossimità, nei salari medi troppo bassi e in una strisciante crisi abitativa.







