“Nell’ambito del Patto unitario che abbiamo contribuito a definire – dicono Pippo Zappulla e Ninni Gibellino – e che abbiamo sottoscritto e sosteniamo, ci sono tre diritti che vanno tutelati, garantiti e rispettati”.
Il primo punto – dicono Zappulla e Gibellino è: “quello dei braccianti di ogni singolo colore privati spesso delle condizioni minime delle norme contrattuali, della sicurezza, dell’accoglienza e dignità. In questo senso la lotta contro il capolarato e lo sfruttamento selvaggio è una piaga che non può essere lasciata solo sulle spalle del sindacato”.
Il secondo punto, secondo gli esponenti di ArticoloUno è: “quello della comunità di Cassibile, parliamo della stragrande maggioranza dei suoi abitanti, spesso silenziosi ma che hanno dato in questi anni lezione di solidarietà e accoglienza. A loro va garantito il diritto a servizi adeguati a consentire una civile convivenza e al contempo infrastrutture e viabilità valide e adeguate. Un’attenzione più chiara e incisiva da parte dell’amministrazione comunale. Il secondo diritto da garantire a Cassibile è quello di essere liberati da questa infamia che taluni strumentalmente tentano di addebitare di una comunità razzista e neofascista”.
Terzo e ultimo punto secondo Pippo Zappulla e Ninni Gibellino è: “garantire con il lavoro e la legalità la raccolta e la qualità delle nostre produzioni agricole. Un Patto serve anche alle Imprese del settore e a quelle serie che pur in minoranza esistono. Non è con il lavoro nero, con il caporalato, con lo sfruttamento che si affermano le nostre produzioni. Ma sulla loro qualità ed eccellenza e una delle condizioni è il rispetto dei diritti delle persone che ci lavorano”.











