“La sottoscrizione del “Protocollo per la prevenzione delle attività illecite in agricoltura e degli insediamenti abitativi irregolari”, avvenuta ieri sotto l’egida della Prefettura, rappresenta un importante ed ulteriore passo in direzione dell’affermazione piena di pratiche volte a garantire il rispetto della dignità del lavoro agricolo. Ne va dato atto a tutti coloro che lo hanno reso possibile”. Scrive così in una nota Ezio Guglielmi di Lealtà e Condivisione.
“Il documento costituisce in qualche modo una coda di quello elaborato nel novembre del 2019, del quale prova a superare i limiti che non ne hanno consentito la piena applicazione e che attenevano, sostanzialmente, alla mancata previsione di un cronoprogramma vincolante rispetto agli impegni assunti. L’avere, in questa circostanza, dettato tempi stringenti relativamente alla attivazione di alcuni strumenti fondamentali fa ben sperare sull’esito del Protocollo e sulla reale determinazione delle parti che lo hanno siglato”.
“La novità, rispetto al precedente Protocollo, è nel rilievo che è giustamente dato alla impellenza di pervenire in tempi brevi a soluzioni organiche riguardo alla problematica delle condizioni di vita dei lavoratori, soprattutto stagionali e ad alta incidenza extracomunitaria, conformemente ai dettami della legislazione in materia ed agli orientamenti maturati a livello nazionale e comunitario. Viene ribadito il principio che a farsi carico dell’onere di garantire un alloggio dignitoso ai lavoratori spetta ai datori di lavoro al cui servizio prestano la loro opera i braccianti e, conseguentemente, che tale compito non può essere demandato alle istituzioni, cui pure compete il compito di collaborare nella individuazione delle soluzioni più idonee”.
“Con ciò facendo chiarezza sul fatto che le iniziative meritoriamente messe in campo, a cominciare dall’ostello realizzato dall’amministrazione comunale di Siracusa a Cassibile, non rappresentano la soluzione organica e definitiva, ma, piuttosto, una risposta doverosa ma emergenziale che deve essere progressivamente inquadrata in una logica di accoglienza diffusa nel territorio”.
“Raramente si è assistito ad una convergenza così ampia da parte di istituzioni, politica e società, attorno a temi ancora purtroppo divisivi. La svolta, anche rispetto ad un recente passato, di indifferenza se non di oggettiva corresponsabilità, è incontestabile. E’ il segno della maturità di una comunità che sa ritrovarsi pienamente e convintamente nel riconoscimento della complementarietà del binomio lavoro diritti che è il fondamento di qualsiasi contesto civile”.
“Se alle solenni dichiarazioni di queste settimane faranno seguito, come è auspicabile, comportamenti conseguenti, nel giro di pochi anni la provincia di Siracusa potrà orgogliosamente rivendicare il proprio contributo decisivo nell’affermazione di condizioni di legalità e civiltà in un settore da sempre esposto alla permeabilità di pratiche di sfruttamento indegne di un paese civile”.











