Incontro in Prefettura tra le sigle sindacali (Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Csa) e il sindaco Lo Faro. I segretari Sudano e Bonarrigo: “Le retribuzioni sono l’unica fonte di sostentamento, non possono essere oggetto di contenzioso”
La vertenza dei dipendenti comunali di Lentini non si sblocca, e la tensione resta alta. Le lavoratrici e i lavoratori dell’Ente continuano ad attendere il pagamento della mensilità di gennaio, bloccata da un intricato nodo legale e finanziario che ha paralizzato le casse municipali.
Per questo motivo, lo stato di agitazione – proclamato congiuntamente dalle sigle Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Csa e dalle RSU dell’Ente – è stato ufficialmente prorogato.
La crisi è stata al centro di un delicato vertice svoltosi giovedì scorso presso la Prefettura di Siracusa. Durante la riunione, il sindaco di Lentini, Rosario Lo Faro, ha ricostruito le vicende che hanno condotto al blocco delle somme presso la banca tesoriera. Il problema centrale riguarda le procedure di pignoramento che hanno colpito le casse comunali, finendo per “congelare” anche quei fondi che, per legge, dovrebbero essere vincolati e destinati esclusivamente al pagamento degli stipendi del personale.
Proprio in concomitanza con il vertice in Prefettura, si è tenuta al Tribunale di Siracusa un’udienza cruciale per stabilire la legittimità dell’estensione di questi pignoramenti alle somme vincolate. È da questo passaggio giudiziario che dipende lo sblocco della situazione.
Le rappresentanze sindacali non hanno nascosto la loro profonda preoccupazione. Attraverso gli interventi dei segretari generali di Fp Cgil, Josè Sudano, e della Cisl Fp, Mauro Bonarrigo, è stata ribadita una posizione ferma:
«Gli stipendi non possono essere oggetto di contenzioso, poiché rappresentano l’unica fonte di sostentamento per decine di lavoratrici e lavoratori e per le loro famiglie».
A dare voce al disagio reale del personale sono state le RSU del Comune, che hanno lamentato una condizione di profonda incertezza e difficoltà economica, destinata ad aggravarsi con l’approssimarsi della scadenza della mensilità di febbraio.
In attesa che la giustizia faccia il suo corso stabilendo l’impignorabilità delle somme destinate alle retribuzioni, la mobilitazione continua.
«Lo stato di agitazione dei dipendenti è stato prorogato – hanno spiegato Sudano e Bonarrigo – in attesa di una nuova convocazione da parte del Prefetto». L’obiettivo è duplice:
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Verificare i presupposti per il tentativo di conciliazione;
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Attendere il riconoscimento dell’impignorabilità dei fondi, condizione indispensabile per consentire alla banca tesoriera di garantire l’anticipazione di cassa e ristabilire la normalità amministrativa.







