Alla multinazionale americana Digital Wealth ingegneri e informatici lasciati a casa per tagliare i “costi extra” e fare spazio all’algoritmo. La replica dei lavoratori: “L’uomo resta fondamentale”
Uno scenario che sembrava fantascienza fino a pochi anni fa e che oggi diventa una dura, cruda realtà. Un caso destinato a fare giurisprudenza e a scuotere il mondo del lavoro è esploso in queste ore a Venezia, dove la multinazionale americana di servizi finanziari e digitali Digital Wealth ha deciso di licenziare in blocco l’intero organico della sede: 37 dipendenti lasciati a casa per essere sostituiti in toto dall’Intelligenza Artificiale.
L’annuncio choc è arrivato lo scorso 9 marzo 2026. Ingegneri, informatici ed esperti digitali si sono visti recapitare la comunicazione di una “nuova struttura organizzativa” che, di fatto, non prevede più la loro presenza. La motivazione messa nero su bianco dall’azienda è spietata e giustifica il taglio netto del personale in nome dell’efficienza algoritmica. Il vecchio modello di lavoro umano, si legge nella nota aziendale, “ha determinato duplicazioni operative, economie di scala ridotte, tempi di sviluppo più lunghi e una valorizzazione solo parziale dei benefici in termini di produttività e automazione derivanti dall’intelligenza artificiale”.
Per questo motivo, la Digital Wealth ha deciso di procedere azzerando “i costi extra”. Una scelta drastica dettata da “una significativa accelerazione dei cambiamenti tecnologici, con un crescente livello di integrazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale nei modelli di servizio”. Il tutto si inquadra in una nuova strategia aziendale mirata al “rafforzamento dell’attenzione all’innovazione replicabile e scalabile”.
Il licenziamento di massa per “sostituzione tecnologica” solleva enormi interrogativi etici ed economici sul futuro del mercato del lavoro. I 37 professionisti silurati dall’algoritmo, dal canto loro, non ci stanno a essere declassati a mero “costo extra” o a ostacolo alla scalabilità aziendale, e replicano in modo netto: “L’uomo resta fondamentale”. Una vicenda emblematica che rischia di non rimanere un caso isolato, ma di trasformarsi nel primo e clamoroso precedente di una nuova era industriale.








