Il direttore d’orchestra catanese e fondatore dell’Orchestra da Camera Orfeo è atteso a luglio al Gran galà lirico Unesco al Teatro Greco di Siracusa.
«Parliamo dei concerti, non di me». Con questa premessa Domenico Famà apre la conversazione e la mantiene fedele a quel proposito per tutta la sua durata. A 36 anni, direttore d’orchestra, compositore e chitarrista classico, il catanese ha già debuttato al Teatro Massimo Bellini di Catania nel 2018, fondato nel 2020 l’Orchestra da Camera Orfeo e dal 2025 ricopre il ruolo di direttore in residence delle stagioni lirico-sinfoniche al Teatro Massimo di Siracusa. I prossimi mesi lo vedranno impegnato in tre appuntamenti di natura molto diversa tra loro.
Il primo è fissato per il 10 luglio a Trecastagni, alle 21, nel Largo Abate Ferrara, nell’ambito della XXIV edizione del TIMF – Trecastagni International Music Festival, rassegna diretta dal maestro Carmelo Pappalardo e in programma fino al 9 agosto. Lo spazio all’aperto garantisce un’acustica naturale che rende superflua qualsiasi amplificazione. Il programma accosta pagine di Mozart a musiche di Robert Fuchs, compositore oggi poco frequentato ma maestro di Mahler e Strauss, e alle Antiche arie e danze per liuto di Ottorino Respighi, nella Suite n. 3 per orchestra d’archi del 1931. «Mettere insieme Mozart e Respighi significa celebrare due importanti anniversari», osserva Famà, riferendosi ai 270 anni dalla nascita del compositore salisburghese e ai 90 anni dalla morte dell’autore delle Fontane di Roma. Solista della serata sarà il violinista Francesco Nigro.
Il 26 luglio Famà torna a Siracusa per il Gran Galà Lirico Unesco al Teatro Greco, concerto organizzato dall’Associazione Siracusana Amici della Musica. Con l’Orchestra Orfeo saranno eseguite pagine di Pergolesi, Cimarosa, Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini e Mascagni. Sul palco il soprano Francesca Sassu, il tenore Valerio Borgioni e il baritono Dario Sogos. Per Famà Siracusa rappresenta un terreno di lavoro su cui riflette con attenzione. «Un teatro di tradizione non produce soltanto spettacoli: forma anche un pubblico», dice, e l’osservazione suona come una presa di posizione in una città rimasta per decenni priva di una programmazione stabile in un teatro all’italiana.
Il terzo appuntamento porta invece Famà nelle vesti di compositore. Il 1° ottobre, al Teatro Mazzacorati di Bologna, sarà eseguita “La mia sera”, una sua nuova composizione per soprano e pianoforte commissionata dal Festival Respighi Bologna di Maurizio Scardovi. Un ritorno alle origini per chi, prima del podio, ha studiato chitarra classica e composizione fin dall’infanzia, con una gratitudine dichiarata verso il violinista Salvo Domina e verso Fabrizio Maria Carminati per la formazione nel repertorio teatrale e operistico.







