Giallo sulle particelle catastali ad un passo dal voto sulla variante al Prg. Gli uffici tecnici rassicurano: “Nessuna sovrapposizione con i privati”. Ma tra i consiglieri frena l’entusiasmo
Tra i punti all’ordine del giorno della seduta consiliare di questa sera c’è l’approvazione del progetto e della contestuale variante al Piano Regolatore Generale (Prg) per la realizzazione di un parcheggio pubblico strategico, destinato a decongestionare l’area davanti all’ingresso dell’ospedale Rizza.
A turbare la vigilia del voto è stata la notifica di una diffida legale recapitata direttamente ai consiglieri comunali da parte di una società immobiliare privata. Un atto che ha colto di sorpresa l’assise ma sul quale gli uffici tecnici del Comune hanno immediatamente avviato un riscontro cartolario, ostentando una decisa serenità.
Al centro dello scontro c’è una vecchia convenzione urbanistica stipulata nel 2019. Secondo quanto ricostruito dagli uffici comunali del quarto piano, i termini della questione sarebbero chiari e non lascerebbero spazio a sovrapposizioni:
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Il diritto del privato: Alla società immobiliare privata è stato concesso nel 2019 il diritto di superficie su una porzione di 5.300 metri quadrati della particella catastale 562 (classificata come zona “S3” per attività sportive e tempo libero), a fronte di un canone annuo di 2.000 euro.
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L’opera pubblica del Comune: L’area individuata per il nuovo parcheggio dell’ospedale Rizza nascerà invece sui restanti 2.000 metri quadrati della medesima particella.
Dal punto di vista geometrico e catastale, dunque, i tecnici del Comune escludono qualsiasi tipo di interferenza o di esproprio di diritti già concessi, dal momento che i due interventi ricadono in porzioni totalmente distinte dello stesso lotto, separate peraltro da altri piccoli appezzamenti di proprietà privata. Nella convenzione del 2019 compare anche una seconda particella (la 662) che, però, non risulterebbe in alcun modo collegata al progetto del parcheggio.
Se gli uffici mostrano i muscoli e difendono la legittimità della variante, l’umore tra i banchi dei consiglieri comunali – chiamati a votare l’atto assumendosene la responsabilità politica e contabile – è decisamente più cauto. La diffida ha instillato più di un dubbio nei gruppi consiliari, sia di opposizione che di maggioranza.
Il dibattito che sta per iniziare a Palazzo Vermexio sarà decisivo: l’Amministrazione dovrà fugare pubblicamente ogni perplessità tecnica prima di procedere al voto di una variante che la città attende per sbloccare la viabilità della zona ospedaliera, ma che ora deve superare lo scoglio delle carte bollate.







